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Gulli: "La diga va fatta ma il porto di Genova deve puntare tutto sul ferro"

di Marco Innocenti

Il segretario di Uiltrasporti: "Così potremo anche 'rubare' traffici ai porti vicini: Valencia, Barcellona e Pireo"

Il dibattito pubblico sulla nuova diga foranea del porto di Genova va avanti e anche i sindacati sono chiamati a dare il loro contributo alla discussione. "C'è stato prospettato il progetto - ha spiegato Roberto Gulli, segretario generale Uiltrasporti Liguria - con le sue 3 ipotesi di imboccature diverse. Secondo noi questa è un'opera da fare nel più breve tempo possibile, poi quale soluzione scegliere lo lasciamo ai tecnici, visto che piloti e capitaneria hanno già dato delle indicazioni su quali siano migliori per la sicurezza della navigazione. Ma questa è un'opera strategica per il futuro della città, per i prossimi 50 anni".

Secondo qualcuno però i numeri che parlano di raddoppiare il traffico container sul porto di Genova sarebbero eccessivamente ottimistici. "Non ci avventuriamo nel determinare i numeri ma è evidente che se mettiamo il porto di Genova in condizioni di poter ricevere le navi di grandi dimensioni e vista la sua fortunata posizione geografica, possiamo andare a rubare traffici ad altri porti, soprattutto Valencia, Barcellona e il Pireo o addirittura Marsiglia. E' questo il gap di crescita che potremmo avere. Genova è molto più competitiva rispetto ad altri porti. Altrimenti richieremmo di perdere i trafficic he abbiamo oggi perché il trend nelle dimensioni delle navi non è più su navi di medie dimensioni. Ci si orienta o su navi di grandi dimensioni o molto piccole, da 5-6000 teu. E noi ovviamente dobbiamo puntare su dove sta andando il mercato".

L'incremento di traffici che la nuova diga dovrebbe portare, però, senza infrastrutture adeguate alle spalle del porto, potrebbe paradossalmente diventare un boomerang negativo, che porterebbe sulle strade migliaia di tir che si ritroverebbero imbottigliati nell'imbuto rappresentato da una rete autostradale ligure altamente insufficiente. "E il forte stacco col passato deve essere proprio questo - aggiunge Gulli - Prima di tutto la diga è la fase finale di un percorso infrastrutturale iniziato col Terzo Valico. Abbiamo il corridoio Reno-Alpi, che anch'io preferisco chiamare Reno-Mediterraneo, abbiamo il Terzo Valico e quindi la nuova diga è solo l'atto finale di questo percorso per la città ma anche per la nostra regione. Lo stacco col passato però è la necessità di andare su ferro anche perché queste novità infrastrutturali sono opere ferroviarie. Poi ci sarebbe la Gronda ma si tratta di un by-pass cittadino ed è sulla direttrice est-ovest. Noi dobbiamo puntare sul ferro, il porto di Genova deve subire una forte cura del ferro. Il gap differenziale di crescita che si avrà sui traffici container va spostato su ferro".