Green pass sui treni regionali, nella prima giornata solo il 3% era sprovvisto della certificazione

di Edoardo Cozza

Criticità azzerate dopo che il certificato verde è stato reso obbligatorio anche sui regionali oltre che su Frecce e Intercity, dove già era in vigore

Green pass sui treni regionali, nella prima giornata solo il 3% era sprovvisto della certificazione

La prima giornata del green pass obbligatorio per viaggiare sui treni regionali non ha fatto registrare criticità, grazie ai presidi che Trenitalia ha attivato nelle principali stazioni ferroviarie e alla diffusione delle informazioni ai passeggeri a bordo treno, nelle stazioni e su tutti i canali informativi e di vendita del Gruppo FS Italiane.

Ieri solo il 3% delle persone controllate – riferisce Fsnews – è stato trovato senza green pass e non gli è stato permesso di viaggiare a bordo dei treni regionali, come previsto dalla norma. Il decreto approvato lo scorso 24 novembre dal Consiglio dei ministri ha stabilito, infatti, l’obbligo del certificato verde – già previsto per i treni nazionali (Frecce, Intercity e Intercity Notte) – anche per i treni regionali.  Secondo la normativa, i controlli possono essere a campione e sono effettuati soprattutto prima di salire sul treno, oltre che a bordo.

A partire da ieri, lunedì 6 dicembre, e fino al 15 gennaio 2022 (salvo proroghe) anche per i passeggeri dei treni regionali è obbligatorio  (ad esclusione dei minori di 12 anni e delle persone esenti dalla campagna vaccinale) possedere un green pass valido, che prova l’avvenuto completamento del ciclo vaccinale (oppure l’avvenuta somministrazione della prima dose, in attesa di ricevere la seconda) o la guarigione dal Covid da non più di nove mesi, oppure il foglio che attesta l’esito negativo del tampone antigenico effettuato da non più di 48 ore (nel caso del tampone molecolare, il limite massimo si estende a 72 ore). La violazione di tali obblighi comporta l’intervento delle forze dell’ordine e l’interruzione del servizio alla prima stazione utile.