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Genova, via le case da sotto il viadotto Bisagno: "E' la fine di un incubo"

di Michele Varì

Il Mit paga l'indennizzo a trenta famiglie. Gli abitanti felici, "torneremo a dormire sereni". Ma c'è anche chi vive più su, con vista sul ponte

Fine di un incubo. Le trenta famiglie, in tutto una sessantina di persone, che vivono nei palazzi di via e salita delle Gavette, che abitano sotto il viadotto Bisagno della A12, riceveranno un indennizzo e potranno trasferirsi in una casa nuova. Stop al terrore di vedere cadere sulle proprie case, sulle proprie teste, materiale di ogni tipo, dai bulloni, al dischi di un flessibile, persino teloni di una copertura di un camion con i sostegni di ferro, come è successo ad un circolo, che però non rientra fra i soggetti che saranno indennizzati, e come una società sportiva che da quelle parti ha pure il campo di calcio, ma non sa ancora a che futuro andrà incontro.

Autostrade ha deciso di far traslocare gli abitanti in vista dei lavori di ristrutturazione del viadotto che dureranno almeno tre anni: troppo pericoloso intervenire con abitazioni esposte ad ogni minimo inconveniente.

Il terrore in via delle Gavette è iniziato dopo il crollo del Morandi: solo allora gli abitanti hanno capito che quanto avevano sempre temuto quasi in silenzio poteva accadere. I viadotti possono crollare. Per paradosso solo da allora, quando sono iniziati i lavori per mettere in sicurezza quel ponte, alto quasi il doppio del Morandi, lì sono cominciati a cadere oggetti di ogni tipo.

Soddisfatto anche il presidente del municipio Media Val Bisagno Roberto D’Avolio: "Ottima notizia, frutto anche dell'incessante lavoro del Munipio che rappresento, noi andremo avanti per l'applicazione del Pris, strumento recemente modificato anche grazie alla Regione Liguria che permetterà anche di mettere di dare indennizzi a chi subirà impattanti cantieri del viadotto Bisagno. L'obiettivo è arrivare a fare si che i abitazioni sotto quel viadotto non debbano più esistere".

La ministra Paola De Micheli ha inviato una lettera al sindaco di Genova Marco Bucci nella quale si delinea un percorso per far sì che il Comune possa acquisire l'area dove oggi sorgono i palazzi. Il Comune, insomma, dovrebbe dare il via alla procedura di acquisizione del caseggiato, riconoscendo ai proprietari il pagamento dei valori immobiliari delle loro case, per poi dare inizio alla demolizione e riprogrammare la disposizione urbanistica dell'intera area.

Da sotto al ponte a sopra il ponte in via della Gava, dove si arriva proseguendo da via delle Gavette e sino a dove la strada finisce, ci sono case indipendenti immerse nel verde, fra alberi da frutto e terrazze di ulivi. Una delle case alla fine del mondo è proprio con vista sul viadotto. Ci abitano due ragazzi, una coppia di ventenni che ha scelto di lasciare la città, vivevano in via Barabino, alla Foce, per salire lassù, nel verde, peccato solo il rumore del traffico: "Metteremo un pannello fonoassorbente, qua siamo in paradiso, nonostante il viadotto"