Genova, stadio, Piciocchi: “Si farà, ma senza soldi pubblici”
di Carlotta Nicoletti
Dopo la retrocessione della Sampdoria, il vicesindaco: “Nessuna strumentalizzazione sullo stadio. Salis legga gli atti”
La retrocessione della Sampdoria in Serie C riaccende il dibattito sul futuro del calcio genovese, ma anche su quello del nuovo stadio Ferraris. Pietro Piciocchi, vicesindaco e candidato sindaco per il centrodestra, replica alle critiche arrivate da Ariel Dello Strologo Salis (candidata del centrosinistra), difendendo con fermezza il progetto portato avanti dall’amministrazione. “Una città che vuole un grande calcio – afferma – ha bisogno di un grande stadio. E il progetto andrà avanti, a prescindere dai risultati sportivi delle società”.
Retrocesso – “Come amministratore, non posso che esprimere dispiacere per quanto accaduto. Genova merita un grande calcio”, dice Piciocchi, commentando la stagione nera della Samp. Ma rigetta con decisione l’uso politico del tema sportivo: “Strumentalizzare la retrocessione per attaccare il progetto stadio è sconvolgente”.
Accordo – Il vicesindaco sottolinea che l’accordo siglato tra il Comune, CDS e le società calcistiche garantisce solidità all’operazione. “Sono binari separati. Le clausole e le garanzie sono chiare: chi parla dovrebbe almeno leggere gli atti”.
Finanziamenti – Piciocchi è netto: “Non intendo indebitare i cittadini genovesi. Il progetto è sostenuto da investimenti privati, com’è previsto dalla legge”. E avverte: “Chi propone un impianto pubblico deve spiegare dove trova 160-180 milioni di euro. Firenze, modello citato dal centrosinistra, è un grande pasticcio”.
Confronto – Il candidato chiede un confronto serio e tecnico: “Mi piacerebbe discuterne nel merito, ma mi viene sistematicamente negato”.
Dichiarazioni - “È un evento che ci amareggia – commenta anche l'assessore comunale allo sport Alessandra Bianchi – perché mai era successo che una delle nostre due squadre scendesse in C. Ma lo sport è anche questo: si cade e ci si rialza”. Un messaggio di fiducia rivolto ai tifosi e al club, che resta parte attiva nel progetto stadio.
Privati – Per entrambi gli amministratori, il nodo centrale resta la sostenibilità economica, Bianchi:“La presenza di uno sviluppatore solido consente serietà e progettualità, al di là delle vicende di campo”.
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