Genova, Signorini sulla diga: "Opera fondamentale, discuterla è comico: il 1° giugno via al bando"

di Edoardo Cozza

Il presidente dell'autorità portuale: "Spazio attuale inidoneo alle navi moderne: lo capisce anche un bambino. Il via ai lavori a gennaio 2023"

"Il dibattito cui assistiamo sulla nuova diga di Genova è un dibattito fantacomico". Lo ha definito così il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini parlando ai giornalisti in occasione del tour, a bordo della motonave Rosi jet, dei cantieri che stanno cambiando il porto di Genova, a partire dal più importante, non ancora aperto, della nuova diga.

 "Guardate bene questo incrocio - ha sottolineato Signorini - fra il terminal Bettolo e la diga attuale, perché è il cuore della città. Da qui si capisce che la nuova diga è indispensabile, guardando la distanza fra la banchina e il muro della diga: se mi tuffo a destra o a sinistra della barca tocco la riva. Questo è il canale di accesso a tutti i terminal commerciali di Sampierdarena, con l'attuale cerchio di evoluzione delle navi - cargo, passeggeri, traghetti e altro - che devono entrare nel bacino storico del porto. Queste dimensioni sono del tutto inidonee a ospitare il naviglio del Terzo millennio, non esiste pubblicazione scientifica che possa affermare il contrario, e anche un bambino di 9 anni capirebbe la servitù che sta subendo il porto di Genova per queste dimensioni".

Oggi fra calata Bettolo e la diga il braccio di mare è largo 180 metri circa, quindi con una nave larga 60 metri ormeggiata a calata Bettolo, spiegano i tecnici, non possono transitare contemporaneamente altre navi in sicurezza.  Con la nuova diga il cerchio di evoluzione delle navi, cioè lo spazio di manovra, arriverà a 800 metri di diametro, quindi compatibile con le navi da 400 e anche 450 metri di lunghezza. Confermati i tempi di realizzazione: il primo giugno partiranno le lettere di invito dell'Autorità portuale per indire la gara per la progettazione definitiva ed esecutiva con l'obiettivo di aprire i cantieri fra fine anno e inizio 2023 per la fase A, la più consistente, da 950 milioni di euro di investimento, che prevede la realizzazione del primo tratto della diga (e la demolizione di quella preesistente) da completare entro dicembre 2026.

"Trentotto opere, fra cui la più importante è la nuova diga: il porto da qui a quattro anni cambierà completamente pelle, scenario, capacità di competere a livello internazionale. Lo stiamo attrezzando per ricevere le grandi navi ovunque, per differenziare il traffico fra le varie merceologie e soprattutto per render compatibile tutto questo con la vita della città. Perché sappiamo che avere più volumi lato mare comporta la necessità di avere un accesso stradale e viario separato per i mezzi che devono entrare in porto e più treno. Tutte le opere che stiamo facendo ora sono finalizzate a questo oltre alla riqualificazione di alcune importanti aree di waterfront per restituire parte del litorale ai cittadini". Paolo Emilio Signorini, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar ligure Occidentale riassume così la "rivoluzione" dei cantieri aperti o in corso di apertura nel porto di Genova, che vanno appunto dalla nuova diga al nuovo ponte viario alla foce del Polcevera, dal superbacino nell'area dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente alle opere ferroviarie. "Le date più significative: entro il 2024 chiuderemo gli interventi di ultimo miglio viario e ferroviario e la riqualificazione di queste aree. Entro il 2026 la fase più importante della diga, e l'espansione dei cantieri navali di Sestri Ponente attorno al 2025".