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Genova, sciopero e corteo dei lavoratori Leonardo: 400 dipendenti a rischio

di Marco Innocenti

I lavoratori preoccupati per il futuro della divisione Automazione e il conseguente rischio di spezzettamento del sito genovese

Terzo sciopero in poche settimane per i 400 lavoratori dello stabilimento Leonardo di Sestri Ponente. Stavolta sono scesi in piazza davanti al Teatro Carlo Felice in pieno centro e sotto gli occhi di tutta la città per portare la loro richiesta di essere ascoltati. Dalle istituzioni cittadine e regionali ma soprattutto dal governo affinché impedisca la cessione da parte della proprietà della business unit Automation.

Quattrocento occupati, più tutti quelli che ruotano intorno all'indotto, soprattutto lavoratori della mensa e delle imprese di pulizie, che stavolta sono scesi in piazza al fianco dei lavoratori di Leonardo per difendere il proprio posto di lavoro. In mattinata una delegazione accompagnata dai sindacati è stata anche ricevuta dal prefetto Carmen Perrotta che ha ribadito la propria attenzione e si farà tramite presso il ministro Giovannini per mettere in agenda un incontro. In programma c'era anche un vertice col presidente della regione Giovanni Toti che però a causa di impegni precedenti, è stato spostato a venerdì 23 aprile.

"Noi chiediamo la permanenza della divisione automazione all'interno del perimetro di Leonardo - spiega Stefano Bonazzi di Fiom Cgil - si tratta di 400 lavoratori che rischiano di uscire dal più grande gruppo industriale italiano. L'azienda parla della necessità di trovare partner per valorizzare una divisione che è fuori dal core business, ma noi contestiamo questa scelta perché si tratta di un comparto che può essere strategico e che ha di fronte prospettive industriali importanti". In piazza assieme ai lavoratori di Leonardo sono scesi anche quelli degli appalti, delle mense, delle pulizie e degli appalti.

"In questa fase delicata della vertenza è fondamentale coinvolgere le istituzioni per fermare questa azione di depauperamento del tessuto industriale della nostra città che mette a rischio il sostentamento di 400 famiglie genovesi e la permanenza di Leonardo su Genova - spiegano Christian Venzano segretario generale Fim Cisl Liguria e Marco Longinotti operatore Fim Cisl Genova -  Chiediamo il coinvolgimento del Governo come maggiore azionista affinché impedisca questa incomprensibile decisone."