Genova: propaganda suprematista e istigazione alla violenza, perquisizioni in città e nel resto d'Italia

di R.P.

1 min, 52 sec

Alcuni degli indagati partecipavano a gruppi social denominati "Chat del Nuovo Ordine Europeo" e "Fronte Fascista Italiano"

Genova: propaganda suprematista e istigazione alla violenza, perquisizioni in città e nel resto d'Italia

C'è anche Genova tra le città coinvolte nell'operazione condotta dai carabinieri del Ros e dalla Digos contro un gruppo di persone accusate, a vario titolo, di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa, con l'ipotesi di aggravanti legate al terrorismo.

In totale sono 17 le persone perquisite in diverse città italiane, 14 delle quali minorenni. L'indagine riguarda attività svolte prevalentemente attraverso gruppi e canali online nei quali, secondo gli investigatori, sarebbero stati diffusi contenuti di esaltazione del suprematismo e della simbologia nazista, oltre a messaggi contro ebrei, omosessuali e persone di colore.

Le perquisizioni hanno interessato anche il territorio genovese, con il supporto del Comando provinciale dei carabinieri di Genova nell'ambito dell'operazione coordinata a livello nazionale.

Secondo quanto emerso dall'attività investigativa, alcuni degli indagati partecipavano a gruppi social denominati «Chat del Nuovo Ordine Europeo» e «Fronte Fascista Italiano». Nei contenuti esaminati dagli investigatori sarebbero state inoltre esaltate figure legate ad attentati di matrice suprematista, tra cui Adolf Hitler e Brenton Tarrant, autore degli attacchi alle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, nel 2019.

L'inchiesta riguarda anche la presunta diffusione di manuali di autoaddestramento e indicazioni sulle tecniche per realizzare azioni dirette e ordigni. Tra i materiali oggetto delle perquisizioni sono stati sequestrati coltelli e altre armi bianche, oltre a vessilli e oggetti riconducibili alla simbologia nazista.

Gli investigatori contestano inoltre la propaganda del gruppo suprematista The Base e la diffusione di contenuti nei quali venivano simulate online aggressioni e uccisioni di persone appartenenti a minoranze etniche.

L'operazione ha coinvolto complessivamente diverse città italiane. I carabinieri del Ros hanno operato con il supporto dei Comandi provinciali di Roma, Como, Catanzaro, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Benevento, Genova, Udine, Palermo e Trento. Alle attività hanno partecipato anche gli agenti della Digos della Questura di Verona, coordinati dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, con il supporto delle Digos di Napoli, Benevento, Brescia e Trento.

Le persone coinvolte risultano indagate nell'ambito dell'inchiesta: le accuse dovranno quindi essere sottoposte alle successive valutazioni dell'autorità giudiziaria. L'attività investigativa punta a ricostruire la natura e l'estensione delle reti online attraverso le quali sarebbero stati diffusi i contenuti e verificare l'eventuale passaggio dalla propaganda alla preparazione di concrete azioni violente.

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