Genova, la protesta dei lavoratori delle mense scolastiche: "A Settembre ripartiamo?"

di Redazione

Doppia manifestazione a Palazzo Tursi e sotto la sede della Regione per chiedere garanzie

"Mesi che aspettiamo...A settembre ripartiamo?", "Senza palanche con il bonus vacanze". Sono alcuni degli striscioni esposti dai lavoratori del settore delle mense scolastiche in protesta a Genova. I manifestanti hanno organizzato due sit-in, uno a palazzo Tursi sotto la sede del Comune di Genova e un altro in piazza De Ferrari sotto la sede di Regione Liguria. 

"Le lavoratrici delle mense sono ferme da marzo. Voglino la dignità di un posto di lavoro", ha dichiarato Silvia Avanzino, segretaria generale Fisascat Cisl Liguria e Genova.

I lavoratori chiedono continuità occupazionale e garanzie in previsione del rientro a settembre. In piazza i lavoratori di Fisascat - Cisl, UilTucs - Uil insieme a Cisl e Uil regionali. In Liguria sono un migliaio le persone coinvolte, 40 mila a livello nazionale. "La mensa scolastica è un diritto irrinunciabile dei bambini, quindi è un servizio che deve rimanere", ha detto Stefano Franzoni, segretario nazionale Uil Tucs. "Si tratta di un comparto che occupa migliaia di persone, compresi i lavoratori degli appalti. Sono posti che non possiamo permetterci di perdere", ha aggiunto Riccardo Serri, segretario regionale Uil Tusc.

Dopo il presidio davanti a Tursi, i lavoratori si sono spostati in corteo davanti alla Regione Liguria, in piazza de Ferrari. Qui hanno incontrato l'assessore Ilaria Cavo e alcuni consiglieri regionali della minoranza, compresi Pippo Rossetti e Giovanni Lunardon del Partito Democratico. 

"Siamo pronti a sostenere in consiglio regionale mozioni e ordini del giorno unitarie con la maggioranza per chiedere al governo e al parlamento di prorogare gli ammortizzatori sociali", ha detto Lunardon. "Serve una concertazione tra Regioni, Comuni e governo", ha sottolineato  Rossetti. 

Il settore è in buona parte costituito da donne, spesso monoreddito: lavoratrici penalizzate da contratti part-time verticali e con figli a carico, persone che contano esclusivamente sul proprio lavoro. I sindacati Fisascat e Uiltucs Liguria vogliono garanzie per coloro che hanno sempre assicurato un servizio delicato ed essenziale e che nel periodo del lockdown, con chiusura di scuole e servizi della refezione, hanno dovuto affrontare grandi difficoltà a causa di ammortizzatori sociali arrivati a singhiozzo oppure addirittura neanche arrivati. La scorsa settimana c'è stato un confronto tra i sindacati confederali nazionali con le rispettive federazioni di categoria e il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con il quale proseguono le trattative.