Le aggressioni a bordo degli autobus risultano in calo secondo i dati diffusi dal Comune, ma i sindacati invitano alla prudenza e mettono in guardia: le criticità quotidiane del servizio continuano a creare tensioni, alimentando episodi di violenza nei confronti del personale. E con ulteriori riduzioni all’orizzonte, il timore è che la situazione possa peggiorare. Il tema è stato al centro della commissione consiliare riunita a Palazzo Tursi per fare il punto sulla sicurezza sui mezzi Amt.
A illustrare i numeri è stata l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi. Tra novembre 2025 e gennaio 2026 si sono registrati cinque casi di aggressione ai conducenti, diciannove episodi tra aggressioni e comportamenti molesti ai danni dei passeggeri e nessun atto vandalico ai mezzi. Nello stesso arco temporale dell’anno precedente i casi erano stati più numerosi per quanto riguarda gli autisti – quattordici – mentre le aggressioni ai passeggeri erano rimaste invariate (diciannove) e si erano contati tre danneggiamenti.
Sul fronte della prevenzione, l’amministrazione rivendica il potenziamento dei controlli da parte della polizia locale, avviato già nel precedente mandato. Da gennaio 2025 le pattuglie appiedate nei quartieri hanno effettuato 4.067 passaggi complessivi, controllando 3.466 autobus con l’impiego di 9.773 agenti. Per il 2026 è previsto un incremento del 58% delle verifiche. A novembre 2025 ha preso il via anche l’operazione “Sicurezza in movimento”: 200 tra ufficiali e agenti e 45 pattuglie dedicate hanno monitorato 126 linee su 139 totali. Il bilancio dell’iniziativa parla di 486 mezzi ispezionati, 721 passeggeri controllati, dieci denunce, tre arresti e 55 violazioni tra penali e amministrative. Particolare attenzione è stata riservata alle linee 1, 9 e 635 e alle stazioni della metropolitana.
Nonostante il quadro delinei un calo degli episodi più gravi, le organizzazioni sindacali sottolineano che la tensione resta alta. “Le condizioni sono sempre più critiche – osserva Stefano Bertagni della Faisa Cisal –. Se un autobus indica come destinazione Voltri, deve arrivare a Voltri. Lo abbiamo ribadito più volte e poco dopo un collega è stato colpito con due pugni sulla linea 1. Regolarità del servizio e gestione dei conflitti sono strettamente collegate: quando le persone sono esasperate, il rischio aumenta”.
Anche Francesca Parodi della Filt Cgil evidenzia come il sovraffollamento contribuisca a generare attriti: “Gli episodi con contatto fisico sono diminuiti, ma cresce la violenza verbale. I mezzi pieni creano tensioni e situazioni difficili da gestire”.
Roberto Piccardo della Fna Ugl, che negli anni ha promosso diverse iniziative di protesta sul tema della sicurezza, richiama l’attenzione su problemi strutturali: “Non riguarda solo gli autisti ma anche i verificatori. I servizi igienici sono inutilizzabili, spesso si è costretti a sopprimere corse. Disagi che si sommano e finiscono per alimentare malcontento e aggressività”.
Un quadro, dunque, in cui i numeri raccontano una flessione degli episodi più violenti, ma sul quale pesa ancora la fragilità complessiva del servizio e il timore di nuove tensioni.
