Genova, dall'IIT il prototipo del farmaco che "chiude la porta" al coronavirus
di Marco Innocenti
Il ricercatore Reggiani: "Mentre il vaccino si occupa del virus, noi abbiamo pensato di agire sul meccanismo col quale il virus entra nella cellula bersaglio"
Creare un farmaco che "sbarri la porta d'accesso" alle nostre cellule al coronavirus. E' il risultato ottenuto da uno studio portato avanti da Angelo Reggiani dell'IIT di Genova, in collaborazione con Paolo Ciana dell'Università Statale di Milano e Vincenzo Leonetti della Scuola Sant'Anna di Pisa. "E' un'idea che ci è venuta durante il primo lockdown - ci spiega lo stesso Reggiani - provando un approccio diverso rispetto al vaccino. Quest'ultimo si occupa del virus mentre noi abbiamo provato ad occuparci del meccanismo col quale il virus si lega alla cellula".
"Il primo passo - prosegue Reggiani - è stato quello di decidere di utilizzare gli aptameri, che sono dei frammenti di Dna che hanno la capacità di interagire con alcune porzioni della cellula bersaglio. Disegnammo al computer le strutture di aptameri che potevano essere efficaci e poi le testammo in laboratorio. Abbiamo così ricavato 2 o 3 aptameri che fornivano buoni risultati, attraverso la sperimentazione in vitro. Questo ci ha permesso di creare le fondamenta di un potenziale futuro farmaco. Quello che questi aptameri fanno in laboratorio, e che poi ci auguriamo facciano anche nell'essere umano, è mascherare la porta d'ingresso nella cellula bersaglio: il virus arriva, cerca la porta d'ingresso, non la trova e fatalmente muore".
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