Genova, Corso Europa tra le strade più inquinate d'Italia
di Redazione
Corso Europa, a Genova, è considerata una delle arterie urbane con il più alto livello di inquinamento da traffico non solo della città, ma dell’intera Liguria e tra i casi più critici in Italia. Questa lunga strada, che collega i quartieri di San Martino e Nervi, è strutturata come una sorta di autostrada urbana a quattro corsie (due per senso di marcia). Nel tratto occidentale, all’altezza dell’incrocio con via San Martino, si registra una concentrazione di biossido di azoto (NO₂) pari a 42 microgrammi per metro cubo, superando il limite attuale fissato a 40.
Situazioni simili si riscontrano solo in poche altre aree del Paese, tra cui Cinisello Balsamo, Napoli (in particolare San Vitaliano), Catania e Palermo. I dati derivano dalle rilevazioni continue delle centraline gestite dalle ARPA regionali, poi elaborate in medie annuali.
Il biossido di azoto è un gas prodotto dalla combustione dei carburanti fossili nei motori dei veicoli ed è altamente nocivo. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, nel solo 2023 ha contribuito a circa 56.000 morti premature in Europa. Attualmente il limite normativo è fissato a 40 µg/m³, ma le future direttive europee, in vigore dal 2030, prevedono un abbassamento a 20 µg/m³. Con questa soglia più severa, circa il 29% delle rilevazioni italiane risulterebbe fuori norma.
Nonostante il superamento dei limiti, i dati più recenti indicano un miglioramento. A Genova, infatti, solo una centralina registra valori oltre la soglia, mentre l’anno precedente erano due (tra cui via Buozzi). Inoltre, la concentrazione media lungo corso Europa è scesa da 48 a 42 µg/m³, segnalando una tendenza positiva.
L’analisi complessiva sulla qualità dell’aria, pubblicata dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, evidenzia che, sebbene i limiti attuali siano generalmente rispettati, sarà necessario adottare nuove strategie ambientali per adeguarsi alle normative future.
Per quanto riguarda altri inquinanti, la situazione è più articolata. Le polveri sottili PM10 non presentano criticità rilevanti in Liguria. Diverso il discorso per le PM2,5, particelle più fini e pericolose perché penetrano più in profondità nel sistema respiratorio: in alcuni casi si è già vicini ai limiti, e saranno necessari interventi.
Infine, l’ozono, principale componente dello smog fotochimico, mostra i dati più preoccupanti. Pur essendo considerato relativamente meno pericoloso rispetto ad altri inquinanti, supera frequentemente i livelli raccomandati. In tutta Italia, infatti, solo il 9% delle stazioni di monitoraggio rispetta l’obiettivo a lungo termine di 120 µg/m³, evidenziando un problema diffuso e ancora lontano dalla soluzione.
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