Genova, comunali restano in stato di agitazione: "Risposte insufficienti" Martedì mattina confronto con la Salis
di R.C.
Palazzo Tursi ribadisce "la propria massima attenzione verso le istanze dei lavoratori e la volontà di proseguire un dialogo diretto e costruttivo"
Lo stato di agitazione dei lavoratori del Comune di Genova prosegue. È questo l'esito dell'incontro svoltosi oggi in Prefettura nell'ambito della procedura di raffreddamento convocata per affrontare le criticità denunciate dalle organizzazioni sindacali.
Al tavolo erano presenti, per l'amministrazione comunale, il vicesindaco, l'assessore al Personale, il direttore generale e una delegazione dirigenziale. Assente la sindaca Silvia Salis, che ha convocato i sindacati per martedì mattina alle 9. In una nota, l'amministrazione comunale ribadisce "la propria massima attenzione verso le istanze dei lavoratori e la volontà di proseguire un dialogo diretto e costruttivo, con l'obiettivo di affrontare e superare al più presto le criticità sollevate"
Per la parte sindacale hanno partecipato la RSU del Comune di Genova e i rappresentanti di FP Cgil, Cisl FP Liguria, Uil FPL, Cse-Diccap e Usb Pubblico Impiego. Al termine del confronto, tutte le sigle sindacali hanno giudicato all'unanimità «insoddisfacenti e insufficienti» le risposte ricevute dall'amministrazione, decidendo di mantenere lo stato di agitazione del personale.
Tra i principali nodi emersi durante il confronto c'è quello relativo alla gestione della dirigenza. Secondo i dati illustrati dall'amministrazione, la spesa e il numero dei dirigenti continueranno a crescere, mentre diminuiscono i contratti a tempo determinato previsti dall'articolo 110 del Testo unico degli enti locali. Il turnover della dirigenza è previsto al 150% nel 2025, al 200% nel 2026 e al 600% nel 2027. Per i sindacati, tuttavia, il problema non è soltanto numerico ma riguarda anche la distribuzione delle figure apicali. Servizi particolarmente complessi e con un elevato numero di dipendenti, come la Polizia Locale, che conta circa mille lavoratori, e i Servizi Educativi, con circa 1.200 addetti, dispongono complessivamente di appena tre dirigenti, mentre gli altri 75 sono distribuiti tra i restanti 2.600 dipendenti dell'ente.
Sul fronte occupazionale, l'amministrazione ha confermato che il turnover non sarà coperto integralmente. Pur anticipando al 2026 alcune assunzioni inizialmente previste per il 2027, resta stimata una riduzione complessiva dell'organico di circa 570 unità entro il 2028. Una prospettiva che, secondo le organizzazioni sindacali, rischia di aggravare ulteriormente i carichi di lavoro del personale già in servizio.
I rappresentanti dei lavoratori hanno accolto positivamente l'apertura dell'amministrazione alla definizione di un protocollo di garanzia salariale per il personale degli appalti e delle società partecipate, ma restano forti divergenze sulla strategia delle esternalizzazioni. Secondo i sindacati, il Comune continua a considerare l'affidamento all'esterno dei servizi come una delle principali risposte alla carenza di personale interno, senza prendere in esame le proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali.
Il confronto, inoltre, non avrebbe fornito risposte ritenute adeguate su numerosi temi, tra cui i servizi civici e amministrativi, i servizi sociali, i settori tecnici, il turismo, la sicurezza, il benessere organizzativo e la banca delle ore. Restano inoltre distanti le posizioni sulla Polizia Locale e sui Servizi Educativi, in particolare riguardo alla riorganizzazione del corpo e al mancato ritiro della determina relativa all'assegnazione del sostegno scolastico. Anche sul tema del microclima negli ambienti di lavoro i sindacati giudicano insufficienti gli interventi previsti dall'ente, limitati a condizionatori portatili e installazioni parziali di impianti, chiedendo invece un cronoprogramma certo per la climatizzazione delle sedi.
Tra gli aspetti più critici evidenziati nel comunicato c'è infine quello delle relazioni sindacali. Le organizzazioni dei lavoratori sostengono che la delegazione dell'amministrazione abbia riconosciuto la mancata applicazione delle corrette procedure previste dal contratto, motivo per cui chiedono un cambio di metodo che rimetta al centro la contrattazione preventiva e il confronto continuo attraverso tavoli permanenti.
Per RSU, FP Cgil, Cisl FP Liguria, Uil FPL, Cse-Diccap e Usb Pubblico Impiego, le politiche del personale e la qualità dei servizi erogati ai cittadini devono procedere di pari passo e non essere considerate esclusivamente una questione di bilancio. Fino a quando non saranno individuate soluzioni strutturali e condivise alle criticità evidenziate, concludono i sindacati, la mobilitazione del personale del Comune di Genova proseguirà.
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