Genova, arte campanaria italiana patrimonio Unesco, Bordilli: "Orgoglio per gioiello del territorio"
di Redazione
"Motivo di orgoglio per la nostra città, che da sempre valorizza le tradizioni e il patrimonio culturale legato al territorio"
"L’estensione all’Italia del riconoscimento UNESCO dell’arte campanaria tradizionale quale Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità è un prestigioso traguardo e un motivo di orgoglio non solo per il nostro Paese, ma anche per Genova, che da sempre valorizza le tradizioni e il patrimonio culturale legato al proprio territorio". Con queste parole, l’assessore alle Tradizioni del Comune di Genova, Paola Bordilli, commenta il recente riconoscimento che celebra il suono delle campane come parte integrante dell’identità culturale italiana e genovese.
Sabato 14 dicembre, nell’ambito del programma natalizio del Comune, Piazza San Lorenzo ospiterà un evento speciale dedicato all’arte campanaria. L'iniziativa, organizzata dal Comune e dal suo assessorato, è inserita nel programma "Chiese in Musica 2024" e offrirà a cittadini e turisti l'opportunità di scoprire da vicino questa tradizione secolare. "Una speciale struttura di campane trasportabili sarà allestita in piazza per consentire ai visitatori di assistere alle esibizioni dal vivo dei campanari e osservare la maestria di quest’arte", ha aggiunto Bordilli. L’evento sarà un’occasione per celebrare non solo l’abilità tecnica dei maestri campanari, ma anche il loro ruolo nel mantenere la memoria e il senso di appartenenza delle comunità. "È nostro dovere impegnarci per tramandare questo patrimonio alle nuove generazioni, affinché possano continuare a custodirlo e valorizzarlo, creando un legame sonoro tra passato e futuro".
L'arte campanaria è una tradizione che ha radici profonde in Italia. L'iconico campanile sommerso nel Lago di Resia, a Curon Venosta, in Alto Adige, e la celebre fonderia di Agnone, in Molise, rappresentano solo due esempi di quanto questa arte sia diffusa nel Paese. La fonderia di Agnone, la più antica del mondo, è testimone di una tradizione che risale all’anno Mille. I rintocchi dei campanili, che in tutta Italia ci ricordano le domeniche d'infanzia, sono una parte insostituibile del paesaggio sonoro del Paese. Come ha ricordato il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, "il suono delle campane tocca la nostra anima", e questo riconoscimento UNESCO è un omaggio a una tradizione che unisce generazioni e culture.
La XIX sessione del Comitato Intergovernativo della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, che si è svolta ad Asunción, in Paraguay, ha ufficialmente esteso il riconoscimento dell'arte campanaria all'Italia, dopo che nel 2022 era stato attribuito alla Spagna. Questo traguardo segna il riconoscimento dell’arte campanaria come un patrimonio che, attraverso le tecniche di suonata delle campane, la loro realizzazione e le storiche strutture architettoniche delle celle campanarie, contribuisce a creare paesaggi sonori unici. Il sottosegretario Mazzi ha sottolineato: "Voglio dedicare questo riconoscimento alle nuove generazioni, affinché possano continuare a preservare l’arte tradizionale dei campanari".
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