Genova, un anno fa la rivolta nel carcere di Marassi. Pagani (Uilpa): "Nulla è cambiato"
di Redazione
A un anno dalla rivolta avvenuta nel carcere di Marassi, il tema della sicurezza penitenziaria e delle condizioni di lavoro degli agenti torna al centro del dibattito. È intervenuto Fabio Pagani, segretario generale Uilpa che ha ricostruito i fatti del 4 giugno 2025 e denunciato le criticità ancora presenti all’interno del sistema penitenziario.
“Fondamentale il lavoro della polizia penitenziaria”
Pagani ha voluto innanzitutto sottolineare il ruolo della polizia penitenziaria durante i disordini: «Solo grazie a loro si è riusciti a contenere la rivolta», ha affermato, ricordando come l’intervento degli agenti abbia evitato conseguenze ancora più gravi.
Secondo il segretario Uilpa, la sommossa non era diretta contro il personale, ma legata a un episodio “estremamente grave” avvenuto all’interno dell’istituto. «Grazie al lavoro della polizia penitenziaria siamo riusciti a identificare i responsabili, poi condannati», ha spiegato.
La polemica sulle sanzioni agli agenti
Uno dei punti più critici sollevati da Pagani riguarda però le conseguenze per il personale intervenuto: «Il paradosso è che oggi, a distanza di un anno, i poliziotti penitenziari si ritrovano diffidati dai vertici dell’istituto».
Una situazione definita “assurda” dal rappresentante sindacale, che parla di un mancato riconoscimento per l’operato degli agenti: «Ci saremmo aspettati encomi e medaglie, invece sono arrivate diffide».
Sovraffollamento e carenza di organico
È stato poi affrontato il tema strutturale della carenza di personale nelle carceri liguri. Pagani ha descritto condizioni operative particolarmente difficili: turni prolungati, straordinari frequenti, difficoltà anche nella gestione dei servizi essenziali.
«A Marassi un solo agente può trovarsi a vigilare anche 60 detenuti», ha denunciato, sottolineando come una simile proporzione renda il lavoro “improponibile” in termini di sicurezza e sostenibilità.
“Serve riconoscimento per chi ha gestito l’emergenza”
In chiusura, il segretario Uilpa ha ribadito la necessità di un riconoscimento concreto per il lavoro svolto dagli agenti durante la rivolta: «Quel giorno la polizia penitenziaria ha salvato la città di Genova», ha dichiarato, criticando l’assenza di encomi e la presenza invece di provvedimenti disciplinari.
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