Genova, ambulanze in coda: "Un dipendente che parte non sa a che ora rientrerà"

di Redazione

Il presidente di Anpas Liguria: "Pazienti in attesa dalle 23.30 di sera fino al mattino, ieri la Valpolcevera senza ambulanze disponibili"

Continua il grande afflusso di persone ai pronto soccorso di Genova e anche la suituazione per i volontari delle ambulanze diventa complicata. "Anche questa mattina la situazione è analoga perchè le permanenze di fronte ai pronto soccorso sono come quelli di ieri -afferma Lorenzo Risso Presidente di Anpas Liguria - In questo momento di fronte al Galliera ci sono 11 ambulanze in attesa (alle 11 del mattino). Ci sono pazienti in attesa dalle 23.30 di ieri sera e l'ambulanza è ancora in attesa della barella per ritornare da dove è partita. Al primo posto c'è sempre il paziente, ma quello che dovrebbe essere un semplice trasporto di pochi minuti si trasforma in un'attesa di ore e ore. È chiaro che il paziente deve essere visitato, per noi il problema grave è che un dipendente che parte non sa a che ora rientrerà. Noi spesso e volentieri dobbiamo andare a fare il cambio del personale perchè le attese così lunghe mettono in diffcioltà anche i programmi dei volontari."

Carenze di barelle ma anche di personale? "Il problema è proprio questo, il problema delle barelle c'era anche per le normali influenze negli anni passati. Pesa la mancanza di personale per gestire il paziente, spesso i volontari vengono chiamati ad aiutare e trasportare i pazienti nei vari reparti. Lo facciamo anche se non è il nostro compiti. Ieri pomeriggio c'era buona parte della Valpolcevera ferma allo Scassi. Significa che se qualcuno ha necessità partono ambulanze da più lontano e tutto si complica."

"Noi siamo strutture che si basano su  un'organizzazione complessa e costosa - conclude Risso - da diversi mesi cerchiamo di avere un colloquio con la regione per definire l'aspetto economico. Il covid ha stravolto determinati servizi che oggi hanno tutta un'altra prassi, non parliamo solo dei dpi ma al maggior uso di prodotti come l'ossigeno. Questo ha fatto lievitare i costi delle pubblicbhe assistenze ma nonostante i ripetuti incontri non siamo riusciti a trovare la quadra per il giusto compenso. Le pubbliche assistenze vivono grazie al buon cuore della gente che sopperisce a queste carenze."