Gas russo, la Cina diventa la nuova destinazione: Mosca rafforza la rotta verso l’Asia
di R.C.
A trainare l’aumento è soprattutto Arctic LNG 2, il progetto siberiano di Novatek colpito dalle sanzioni occidentali
La crisi di Hormuz sta ridisegnando le rotte del gas e rafforzando l’asse energetico tra Russia e Cina. Tra marzo e luglio, mentre le forniture di GNL dal Qatar verso Pechino sono crollate del 55,2%, quelle russe hanno registrato cinque mesi consecutivi di crescita su base annua.
A trainare l’aumento è soprattutto Arctic LNG 2, il progetto siberiano di Novatek colpito dalle sanzioni occidentali. Dal primo carico arrivato in Cina nell’agosto 2025, il terminale di Beihai ha ricevuto circa 2,8 milioni di tonnellate di GNL provenienti dall’impianto russo, pari a oltre il 90% dei suoi approvvigionamenti.
Mosca ha inoltre ampliato rapidamente la propria flotta di metaniere e punta a vendere in Cina i carichi di Arctic LNG 2 con sconti anche del 30-40% rispetto ai prezzi di riferimento asiatici.
Ora l'attenzione si sposta su Yamal LNG. Con il progressivo ridimensionamento del mercato europeo per il gas russo, i compratori cinesi potrebbero diventare una destinazione sempre più importante. Il principale ostacolo resta però la logistica: per trasportare il GNL attraverso le rotte artiche servono metaniere specializzate, ancora disponibili in numero limitato.
La nuova rotta energetica dipenderà quindi soprattutto dall’evoluzione delle sanzioni occidentali e dal possibile ritorno alla normalità dei flussi di gas dal Medio Oriente.
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