Borsa, il petrolio spinge l’energia: in Europa riflettori su Eni e big del settore
di R.P.
La giornata sui mercati asiatici si è aperta invece all’insegna delle vendite, dopo quattro sedute consecutive di rialzi
Le tensioni in Medio Oriente e il conseguente rialzo dei prezzi del petrolio riportano i titoli energetici al centro dell’attenzione degli investitori europei, in una seduta che si preannuncia negativa per i principali listini del Vecchio Continente.
La giornata sui mercati asiatici si è aperta invece all’insegna delle vendite, dopo quattro sedute consecutive di rialzi. L’indice MSCI Asia Pacific è arrivato a perdere fino all’1,2%, appesantito soprattutto dal comparto tecnologico e dalle aspettative sui tassi statunitensi alimentate dalle dichiarazioni restrittive del presidente della Fed, Kevin Warsh. Tokyo cede lo 0,24%, Hong Kong lo 0,49%, Taiwan lo 0,4%, mentre Shanghai si muove in controtendenza e sale dello 0,69%.
A pesare sui mercati è soprattutto l’impennata delle quotazioni del greggio, legata all’escalation delle tensioni in Medio Oriente. Un movimento che potrebbe favorire il comparto petrolifero e portare sotto i riflettori, in Europa, alcuni dei principali operatori del settore.
Tra i titoli da monitorare figurano Eni, TotalEnergies, BP, Equinor, Repsol e Aker, mentre i titoli energetici quotati a Londra restano fermi per la chiusura del mercato britannico in occasione della festività.
Sul fronte asiatico, intanto, continuano le vendite sui tecnologici: TSMC perde lo 0,6%, Samsung Electronics lo 0,4% e SK Hynix lo 0,6%. In forte calo anche BYD a Hong Kong, arrivata a cedere il 6,3%, penalizzata dai timori legati ai possibili rischi tariffari dell’Unione europea. I future sui listini europei sono indicati in calo dello 0,16%.
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