Frana ad Arenzano, Silvestrini: "Tante perplessità sulla galleria paramassi. Intervenire sulle acque provenienti da monte"
di Luca Pandimiglio
Slittano i tempi di apertura dell'Aurelia
Si allungano i tempi per la riapertura dell’Aurelia ad Arenzano, colpita dalla frana del 25 gennaio. La ripresa della viabilità, inizialmente prevista in tempi più rapidi, dovrebbe ora avvenire nella prima metà di marzo. A fare il punto sulla situazione è stato il sindaco Francesco Silvestrini. «Venerdì scorso alle 12 è stata necessaria una seconda esplosione per far cadere ancora del materiale che era rimasto appeso», ha spiegato il primo cittadino. Un intervento indispensabile per consentire l’avvio in sicurezza delle operazioni di sgombero, che dovrebbero partire a breve.
La nuova detonazione ha comportato uno slittamento di circa una settimana rispetto al cronoprogramma iniziale. «Lo sgombero dovrebbe iniziare oggi – ha aggiunto – e, terminata questa fase, ci sarà la posa delle reti: a quel punto sarà possibile la riapertura». Un dato positivo riguarda l’esito delle verifiche tecniche sul materiale franato: «Si sono concluse positivamente le verifiche sulla compatibilità del materiale per l’utilizzo nel rafforzamento della scogliera. Questo avrà un’utilità concreta e dovrebbe anche accelerare le operazioni».
Parallelamente alla gestione dell’emergenza, si è acceso il confronto sul progetto della Galleria Paramassi proposto da ANAS. Sabato si è svolta un’assemblea pubblica molto partecipata, durante la quale l’amministrazione comunale ha illustrato le proprie perplessità. «Non siamo molto convinti della necessità di quest’opera – ha dichiarato Silvestrini – e riteniamo invece che sia prioritario intervenire sulla regimazione delle acque provenienti da monte. Abbiamo inoltre preoccupazioni sul progetto e sulla sicurezza finale dell’opera».
Tra i punti critici, l’abbattimento dell’attuale muraglione di protezione: «Nel tratto più delicato verrebbe eliminato un muraglione molto alto che oggi prevede anche un vallo, una zona dove il materiale può depositarsi. Si andrebbe a lavorare al piede della montagna senza più questa misura di sicurezza». Il Comune propone un approccio differente, basato su interventi mirati e più rapidi. «Se c’è da potenziare, si potenzi con opere e reti paramassi – ha sottolineato il sindaco – ma soprattutto bisogna intervenire anzitutto sulle acque provenienti da monte».
Secondo l’amministrazione, è necessario uno studio complessivo dell’intero tratto interessato: «Quello che chiediamo è un esame delle criticità di questo chilometro di strada, che non si limitano al punto dove verrebbe costruita la Paramassi. Andrebbe messo un attimo nel cassetto quel progetto e studiato tutto il fronte per capire cosa fare per mettere in sicurezza in modo definitivo, o quantomeno a lunga durata, l’intero tratto».
Silvestrini ha anche evidenziato la differenza nei tempi di realizzazione: «La galleria Paramassi ha tempi di costruzione molto lunghi. La posa di reti, invece, è molto più rapida: con un controllo accurato del fronte, la rimozione del materiale pericolante e l’installazione di reti magari allarmate, si potrebbe ottenere una messa in sicurezza in tempi brevi e con un costo drasticamente inferiore».
Intanto si è costituito un comitato contrario alla galleria, che ha avviato una raccolta firme e attività di informazione rivolte alla cittadinanza. L’obiettivo dell’amministrazione è aprire un confronto con le istituzioni competenti per valutare una revisione del progetto. Nel breve periodo, però, l’attenzione resta concentrata sulla riapertura dell’Aurelia, prevista – salvo ulteriori imprevisti – entro la prima metà di marzo. Poi si aprirà il capitolo più complesso: quello della messa in sicurezza strutturale di un tratto di costa che continua a evidenziare tutta la fragilità del territorio ligure.
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