Foce, entro maggio 2020 le nuove aiuole. Fanghella: "Persi parcheggi? Pazienza"

di Fabio Canessa

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Lavori al via secondo il progetto del 1958, dal mare a Brignole costerà 3 milioni e mezzo

http://video.telenord.it/wp-content/uploads/2019/07/05-AIUOLE-foce-01_22.mp4 Entro un anno dovrà tornare tutto come nelle cartoline degli anni '60. L'assessore Fanghella ha imposto ad Aster una scadenza impegnativa: dovranno finire a maggio 2020 i lavori per riportare viale Brigate Partigiane e viale Brigata Bisagno agli antichi splendori, con le aiuole a centro strada e i motivi floreali. I lavori sono iniziati alla presenza del presidente Toti con l'assessore Fanghella e i vertici di Aster. "Il progetto - spiega Fanghella - si rifà a quello originale di Danieli nel 1958. Vogliamo creare un biglietto da visita per chi arriva in città, in continuità con quanto già fatto con la nuova rotonda. L'unico vincolo è il terzo lotto dei lavori sul Bisagno, che potrebbe rallentare i tempi di realizzazione". Costo complessivo dei lavori 3 milioni e mezzo di euro. I primi due lotti saranno finanziati in parte dal Comune (800mila euro) e in parte dalla Regione (1,6 milioni) e saranno eseguiti da Aster. L'ultima parte, da Borgo Pila a Brignole, costerà 1,1 milioni e sarà messa a gara una volta completata la nuova copertura sul Bisagno. Oltre alla manutenzione, che sarà onerosa ma "costerà il giusto", argomenta Fanghella, le perplessità riguardano la pista ciclabile sparita dal progetto originale e i parcheggi a lato delle aiuole che potrebbero sparire in massa. "Stiamo ancora valutando - replica l'assessore - ma quest'area non deve essere un parcheggio pubblico, se verrà penalizzato qualche posto auto pazienza. Meglio trovare qualcosa di bello. La pista ciclabile? Fare un percorso di 750 metri attraversando strade così trafficate sarebbe stato un suicidio premeditato". "Le piante scelte sono essenze che conosciamo bene, non sarà un problema - rileva Mauro Grasso, direttore generale di Aster - ma tecnicamente sarà un intervento complesso perché sotto non ci troviamo su un prato, ma sulla copertura del Bisagno".