Femminicidio Quinto, indagini sugli allarmi dati dai famigliari ma ignorati
di Tiziana Cairati
Antonella Zarri, invitata e ripercorrere i giorni che hanno preceduto la morte di Alice avrebbe spiegato di aver avuto contatti almeno per 5 volte con le forze dell'ordine
La Procura di Genova ha aperto un'inchiesta per omissione d'atti d'ufficio e omissione di denuncia dopo che la mamma di Alice Scagni, la donna di 34 anni uccisa domenica sera dal fratello Alberto, ha ribadito ieri davanti al sostituto procuratore Paola Crispo le accuse nei confronti delle forze dell'ordine che avrebbero sottovalutato le richieste di intervento da parte dei familiari.
Antonella Zarri, invitata e ripercorrere i giorni che hanno preceduto la morte di Alice avrebbe spiegato di aver avuto contatti almeno per 5 volte con le forze dell'ordine (volanti, carabinieri e polizia locale) tra il 22 aprile e il 1 maggio per segnalare lo stato di alterazione del figlio.
Il fascicolo è stato aperto contro ignoti. La squadra mobile ieri aveva inviato al 112 la richiesta di acquisizione delle chiamate ricevute nei giorni e negli orari indicati dalla donna ma nelle prossime ora il pm Crispo sentirà come persone informate sui fatti gli operatori in servizio al centralino, i funzionari responsabili e anche gli agenti intervenuti, come nel caso del tentativo di incendio del portone della nonna di Scagni avvenuto il 30 maggio intorno alle 19.
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