Ex Ilva, cordata italiana a Cornigliano. Gozzi: "Valutiamo piano industriale e ambientale sostenibile". Bucci: "Favore per questa ipotesi"

di R.C.

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Ministro Urso: "Siamo finiti in un labirinto che la magistratura ha creato intorno a questa azienda"

Ex Ilva, cordata italiana a Cornigliano. Gozzi: "Valutiamo piano industriale e ambientale sostenibile". Bucci: "Favore per questa ipotesi"

È iniziata questa mattina poco dopo le 9 la visita della cordata italiana di imprenditori allo stabilimento ex Ilva di Genova Cornigliano. La delegazione, guidata dal presidente di Federacciai e vicepresidente nazionale di Confindustria Antonio Gozzi, è arrivata nell'impianto per esaminare da vicino le strutture e le prospettive produttive del sito ligure.

Gozzi è giunto alle 9.15 insieme al figlio Augusto, amministratore delegato di Duferco Travi e Profilati. Ad attenderli c'erano gli altri componenti della cordata, composta prevalentemente da tecnici, tra cui rappresentanti dei gruppi Lucchini, Marcegaglia e Danieli.

Prima dell'ingresso nello stabilimento, Gozzi non ha voluto rilasciare dichiarazioni, limitandosi a spiegare che la visita sarebbe servita a conoscere l'impianto, così come già avvenuto nei giorni scorsi a Taranto. La delegazione è rimasta a Cornigliano per oltre tre ore, concludendo la visita in tarda mattinata.

La missione della cordata prosegue ora a Novi Ligure, in provincia di Alessandria, dove si trova lo stabilimento siderurgico dedicato alle lavorazioni a freddo. L'obiettivo è raccogliere elementi utili alla valutazione di un'eventuale proposta per l'ex Ilva e alla definizione di un possibile piano industriale e ambientale.

«La cordata sta facendo tutto quello che deve fare – aveva spiegato Gozzi nei giorni scorsi –. Stiamo cercando di fare tutto quello che si deve fare per capire se si può presentare un piano industriale e un piano ambientale sostenibile, perché l'offerta deve contenere questo».

La visita a Cornigliano è stata accompagnata dalle reazioni del mondo istituzionale e sindacale ligure. Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha espresso un giudizio favorevole sulla presenza di una cordata italiana interessata agli impianti.

«Vedo molto favorevolmente la cordata italiana per l'ex Ilva perché, oltre a essere italiana, consente di avere una gestione degli impianti con l'approvvigionamento di coils che possono venire anche da altre aree oltre a Taranto», ha detto Bucci a margine della decima edizione del think tank 'Liguria 2030' a Rapallo.

Secondo il governatore, qualora non fosse più possibile produrre i coils a caldo a Taranto, sarebbe necessario individuare altre soluzioni per garantire l'approvvigionamento della filiera siderurgica nazionale. «Dell'acciaio ce n'è bisogno in Italia», ha sottolineato.

Bucci ha quindi richiamato il ruolo di Cornigliano e Novi Ligure nella filiera: «Mi fa tristezza vedere che Genova potrebbe fare la latta di tutta l'Italia invece non riesce a farla e il nostro Paese deve importarla. L'acciaieria di Cornigliano potrebbe farla per tutta l'Italia». E ha aggiunto: «Cornigliano e Novi hanno bisogno di qualcuno che faccia arrivare i coils, se sono italiani ben vengano».

Sul dossier ex Ilva è intervenuto anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che, a margine dell'inaugurazione di Cersaie a Bologna, ha parlato del confronto tra governo e magistratura sul futuro degli impianti.

«Siamo finiti in un labirinto che la magistratura ha creato intorno a questa azienda», ha affermato Urso, dicendosi comunque fiducioso che «prevalga la ragione su ogni ideologia» e che il diritto al lavoro possa essere coniugato con la tutela della salute e dell'ambiente.

Il ministro ha ricordato inoltre il lavoro svolto dal governo, insieme agli altri dicasteri competenti e sotto la regia del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, per predisporre un primo provvedimento a tutela dei lavoratori, compresi quelli dell'indotto, e per accelerare la reindustrializzazione dell'area.

«Siamo in attesa di chi ha il potere di decidere lo spegnimento degli impianti, cioè della magistratura», ha concluso Urso.

Sul fronte sindacale, il segretario generale della Fim Cisl Liguria Christian Venzano ha sottolineato la necessità che qualsiasi soluzione garantisca una prospettiva industriale per l'intero gruppo.

«Al di là di chi rileverà il gruppo, il dossier dell'ex Ilva si gioca su paletti ben precisi: serve un piano industriale solido per tutelare l'occupazione e garantire il futuro produttivo ed ecologico di tutti i siti, a partire da Cornigliano», ha detto Venzano durante la visita della cordata.

Per il sindacato, l'acciaio rappresenta un comparto strategico per il Paese e per importanti realtà manifatturiere, tra cui Fincantieri, Leonardo e Ansaldo. Venzano ha inoltre ribadito la necessità di mantenere un ruolo significativo dello Stato nella futura compagine societaria.

«Lo Stato deve mantenere una quota societaria di rilievo per garantire il controllo e l'indirizzo strategico della filiera», ha affermato, chiedendo anche di evitare uno spacchettamento dei diversi stabilimenti. «L'offerta d'acquisto deve riguardare l'intero perimetro aziendale per non indebolire un asset chiave della manifattura nazionale», ha concluso.

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