Esclusiva TN. Bazzani scuote la Samp: "Per uscire da questa situazione servono carattere e personalità"
di Claudio Baffico
Un passato da bomber, un presente da opinionista e commentatore tv (Dazn). Fabio Bazzani è stato uno degli idoli dei tifosi sampdoriani nei primi anni duemila (dal 2002 al 2007), rendendosi protagonista di una promozione blucerchiata nella massima serie, e successivamente, riuscendo ad arrivare fino alla nazionale grazie a prestazioni convincenti e gol pesanti. In totale, alla Samp, Bazzani realizzò 33 reti in 110 partite. Un ex grande giocatore non può essere, oggi, un semplice spettatore. Per questo motivo Telenord lo ha intercettato in esclusiva, per conoscere la sua opinione sul momento della squadra.
A tuo parere quali sono i motivi principali per cui la Sampdoria, da diverso tempo, deve convivere con una precaria situazione di classifica?
Vorrei precisare che non ho visto tante partite di serie B, e di conseguenza il mio punto di vista potrebbe non essere così centrato. Ma credo che non si vada lontani se si sostiene che il principale problema sia stata la discontinuità di risultati. La Samp non riesce a convincere per più incontri consecutivi, e alla fine ne paga un prezzo caro in termini di punti e, di conseguenza, di classifica. Rispetto alle altre compagini della cadetteria, i blucerchiati avrebbero un vantaggio enorme, una spinta incredibile, per trovare slancio, ma non riescono a sfruttarlo: mi riferisco al fattore campo, con una tifoseria alle spalle che ti sostiene e ti consente di esprimerti in un clima incredibile. Il "Ferraris" sarebbe dovuto diventare un fortino, e invece l'andamento è sotto agli occhi di tutti. Per rispondere alla tua domanda, la mancanza di continuità la attribuirei a una scarsa personalità dimostrata. Le ragioni e le radici saranno sicuramente profonde, anche perchè se cambiano tanti giocatori, si avvicendano diversi allenatori, e i risultati restano sempre gli stessi, allora bisogna guardare anche in altre direzioni".
Il campionato di serie B, comunque è particolare e sorprendente. A volte basta una scintilla, e quelli che erano problemi si trasformano in risorse. Potrebbe bastare l'iniezione di fiducia dovuta a una bella vittoria per aumentare autostima e allontanarsi dalle zone basse?
"Una scintilla non basta, può dare una mano ma rischia di essere fine a se stessa. A costo di ripetermi, la Samp deve trovare continuità, non un exploit per poi ripiombare al punto di partenza. L'evento occasionale non risolve nulla, bisogna mettere mano ai problemi, lavorarci con costanza, e trovare una soluzione efficace. E il primo aspetto da risolvere è la fragilità palesata in varie circostanze. Quella che ti porta a scendere in campo timoroso e che, allo stesso tempo, moltiplica forza e convinzioni in avversari anche più limitati tecnicamente, ma convinti che, visto anche l'esito di tante gare già disputate, contro questa Samp si possa comunque fare risultato. Chi arriva a Marassi affronta l'impegno con quello spirito gagliardo che in B fa la differenza e che la Samp non riesce a tirar fuori".
La Sampdoria, oltre che sulla spinta dei tifosi, può contare anche su un bomber implacabile come Massimo Coda. Basterebbe davvero poco, accanto a una certezza come lui, per trasportare la squadra lontano dalla zona a rischio...
"Un attaccante come Coda serve eccome, sarebbe decisivo in ogni squadra di serie B, ma il singolo individuo non basta per vincere le partite. Bisogna possedere un gruppo forte a livello caratteriale, determinato, "sporco", nell'accezione più appropriata del termine. Servono giocatori che si esaltano nelle battaglie sportive, che fanno pesare malizia e personalità. In B chi prevale ha spesso caratteristiche di questo tipo, e quindi, nella situazione in cui si trova la Sampdoria, ripartirei proprio dalla ricerca di questa impronta".
Ciò che conforta, è che la B ogni domenica regale possibilità e occasioni di riscatto. Siamo comunque all'inizio del girone di ritorno e i punti in palio sono un'enormità. Credi che questa Samp possa scrollarsi di dosso la sgradita compagnia che staziona nei bassifondi?
E' vero, in B la classifica difficilmente è definitiva, e questo è dovuto al grande equilibrio che regna in tantissime partite. A volte è proprio il singolo episodio a stabilirne l'esito. E' vero che la salvezza è lontana solo due punti, ma allo stesso tempo non si può negare che la retrocessione diretta sia solo a un punto di distanza. E torno allo stesso concetto. Dopo lunghi mesi vissuti in sofferenza, bisogna davvero essere mentalmente forti, per mettere un punto, andare a capo, e ripartire con uno slancio e un impulso diverso. In altre parole, cambiare passo si può, ma devi prima imparare ad essere concreto, non ad inseguire la ricerca del bello".
Il momento di svolta potrebbe essere propiziato anche dalle operazioni di mercato che si materializzano in questo mese. Ti aspetti rinforzi in grado di fornire un aiuto concreto alla causa della Samp?
"A gennaio compri chi riesci, porti a casa quello che trovi, al di là delle possibili occasioni che magari si presentano in maniera inaspettata. Io non credo al mercato di riparazione. Torno a un concetto precedente: non mi concentrerei, non mi fisserei sul nome ad effetto, anche perchè adesso non si può rivoluzionare una squadra. Bisogna fare in modo che chi è nello spogliatoio tiri fuori uno spirito adeguato, coraggioso e battagliero, e che questo possa diventare un terreno fertile per consentire a chi è arrivato e a chi arriverà di rendere al meglio. Chi arriva da fuori, infatti, tende spesso ad adattarsi alle dinamiche ambientali che trova".
Lasciamo la Sampdoria, e approfittiamo della tua presenza per chiederti se il Bologna che domenica affronterà il Genoa al "Ferraris" sarà in tono dimesso o se i risultati di questo ultimo periodo non devono illudere troppo...
"Di sicuro il Bologna non sta attraversando il suo miglior momento, ha perso ritmo e un po' di fiducia rispetto alla scorsa stagione e solo a qualche mese fa. I tanti impegni ravvicinati si fanno sentire e alla lunga incidono. Ma il Bologna ha qualità, e avendo una partita ogni tre giorni non ha neanche il tempo di deprimersi per un risultato negativo. Si, per il Genoa può essere un'occasione, con De Rossi ha svoltato e ha trovato una maggiore identità, ma guai a puntare su un Bologna in crisi, perchè i prossimi avversari del Grifone mantengono sempre i colpi per poter invertire l'inerzia contro qualunque avversario. E anche per il Genoa vale lo stesso discorso affrontato prima per la Samp: se vuole provare ad uscire con un risultato positivo, non deve badare allo spettacolo, ma pensare a ridurre al minimo gli errori, per poi impostare una gara che punti dritto alla concretezza".
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