Ennesimo morto sul lavoro, la Uil: "Chiediamo lo stato di calamità"

di Matteo Angeli

Mastripieri, Cisl: "In Liguria le denunce di infortuni sul lavoro sono in forte crescita rispetto al 2020"

Ennesimo morto sul lavoro, la Uil: "Chiediamo lo stato di calamità"

Un operaio di 48 anni è morto schiacciato da grossi tubi mentre lavorava in un cantiere a San Quirico, a Genova, presso il deposito di oli minerali Sigemi. L’ennesima vittima del lavoro, la diciottesima in Liguria dall’inizio dell’anno, ci trascina nello sgomento e allunga quella scia di sangue che ogni giorno tentiamo fermare attraverso la sensibilizzazione dei lavoratori nei luoghi di lavoro, ma anche dell’opinione pubblica, delle istituzioni e delle parti datoriali.

"Esiste lo stato di calamità naturale per le morti bianche? Il territorio ne è gravemente colpito, occorre rendersene conto. - dichiara Fabio Servidei, segretario confederale regionale Uil Liguria  Fermiamo questa strage! Troppi sono i nostri appelli e le nostre proposte  che in questi anni e in questi mesi si sono succeduti in nome della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, inviti a condividere la bontà del tema che oggi, davanti a questo cadavere, sembrano lettera morta. Occorrono maggiori risorse per intensificare le ispezioni, soprattutto negli appalti dove si annidano le criticità più grandi, più sicurezza nella contrattazione, più formazione e sanzioni severe perché per una morte sul lavoro le ammende sono ancora troppo blande: la vita non ha prezzo. Non ci stancheremo mai di ribadire alle istituzioni e alle parti datoriali quanto importante sia investire in sicurezza sul nostro territorio e in tutto il Paese. Ci aspettiamo una convocazione urgente da parte del Prefetto per discutere di quanto siano ancora insufficienti le misure adottate fino a questo momento sul territorio”. Salute e sicurezza non possono essere temi di  facciata, ma il caposaldo culturale della nostra Repubblica

 

Anche la Cisl urla il suo dolore dopo la notizia di oggi. Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria, e Marco Granara, responsabile Ast Cisl Genova. "Ancora una morte sul lavoro, ancora sangue sui cantieri, ancora una persona che non tornerà a casa dai suoi cari, ai quali va tutta la solidarietà e vicinanza della Cisl. L’incidente mortale in cui ha perso la vita questa mattina l’operaio quarantottenne che lavorava presso il deposito di oli minerali Sigemi a San Quirico aggiorna tragicamente un bollettino che restituisce la fotografia di un territorio martoriato dagli infortuni sul posto di lavoro, troppo spesso con esito mortale.

In Liguria le denunce di infortuni sul lavoro sono in forte crescita rispetto al 2020: nel periodo tra gennaio e settembre si è passati dalle 12.650 dell’anno scorso alle 13.560 di quest’anno (fonte Inail). «Abbiamo chiesto con forza l’adozione di provvedimenti definitivi, l’ultima volta meno di due mesi fa, quando un altro operaio perse la vita precipitando da un ponteggio –. Oggi ci troviamo di fronte all’ennesima tragedia che conferma che la sicurezza sul lavoro, che dovrebbe essere la priorità numero uno per tutti e a tutti i livelli, sta evidentemente e velocemente peggiorando"..