Energia, imprese italiane pagano il 23% in più rispetto alla media Ue
di R.C.
Per un'azienda che consuma un milione di kWh all'anno, il maggiore costo rispetto alla media Ue supererebbe, in termini indicativi, 43mila euro
Il costo dell'energia continua a pesare sulla competitività delle imprese italiane. Secondo Unimpresa, nel primo semestre del 2025 un'azienda con consumi elettrici tra 500 e 2.000 MWh ha pagato mediamente 23,36 centesimi per kWh, contro i 19,02 centesimi della media europea: un differenziale di oltre il 23%.
"Non è un divario marginale", sottolinea Giuseppe Spadafora, vicepresidente di Unimpresa. Per un'azienda che consuma un milione di kWh all'anno, il maggiore costo rispetto alla media Ue supererebbe, in termini indicativi, 43mila euro.
Per Spadafora, il problema riguarda anche la dipendenza energetica dall'estero, resa ancora più evidente dalle crisi geopolitiche degli ultimi anni. "L'energia non è soltanto una voce di costo, ma una componente decisiva della competitività", osserva.
Unimpresa chiede quindi una strategia di lungo periodo: diversificazione degli approvvigionamenti, sviluppo delle rinnovabili, potenziamento di reti e sistemi di accumulo e investimenti nelle nuove tecnologie, considerando la politica energetica come parte integrante della politica industriale.
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