Depositi chimici a Multedo, i comitati: "No alla nuova collocazione a Porto Petroli. Valutare le aree ex Ilva"
di Redazione
Lo spostamento dei depositi chimici torna al centro del confronto sul nuovo Piano Regolatore Portuale del sistema Genova e Savona-Vado. È stato infatti uno dei temi principali dell’incontro che l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha avuto questa mattina con il Comitato Multedo per l’Ambiente e il Comitato Porto Aperto, nell’ambito del percorso di interlocuzione avviato prima dei successivi passaggi istituzionali del Piano.
Sul tavolo c’è una questione destinata ad avere un peso rilevante nel futuro assetto del rapporto tra porto e città: la possibile delocalizzazione dei depositi chimici oggi presenti nell’area di Multedo e la conseguente riqualificazione degli spazi che potrebbero essere liberati verso il fronte urbano.
L'ipotesi dell'AdSP: depositi semi-interrati a Porto Petroli
L’Autorità portuale ha illustrato ai rappresentanti dei comitati l’ipotesi elaborata nell’area industriale di Porto Petroli, a Multedo. La soluzione, secondo quanto illustrato dall’AdSP, è stata definita sulla base di approfondimenti tecnici, ambientali e di sicurezza e prevede la realizzazione di depositi semi-interrati.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da una parte riorganizzare le attività portuali e mantenere nell’area funzioni considerate compatibili con il sistema logistico e industriale; dall’altra liberare gli spazi oggi occupati dai depositi per consentire, in prospettiva, una diversa qualificazione del fronte rivolto verso la città.
I comitati: «No a nuovi depositi a Multedo»
I rappresentanti del Comitato Multedo per l’Ambiente e del Comitato Porto Aperto hanno espresso la loro contrarietà all’ipotesi di collocare i depositi chimici nell’area di Porto Petroli. La proposta alternativa avanzata dai comitati guarda alle aree ex Ilva alla foce del Polcevera, individuate come possibile sede per la delocalizzazione. Una soluzione che, secondo la loro impostazione, consentirebbe di affrontare il problema dei depositi evitando di mantenerli nell’area di Multedo.
Su questo punto, però, l’AdSP ha chiarito i limiti della propria pianificazione: le aree ex Ilva non sono nella disponibilità né nella competenza dell’Autorità di Sistema Portuale e, di conseguenza, non possono essere inserite nelle previsioni dell’attuale Piano Regolatore Portuale. L’Autorità ha comunque lasciato aperta una possibilità per le aree di propria competenza sulla sponda del Polcevera, dichiarandosi disponibile a valutarne una destinazione funzionale alle attività commerciali e industriali qualora si creassero le condizioni per una diversa configurazione degli spazi e delle attività oggi presenti.
Una partita che riguarda il futuro di Multedo
La questione dei depositi chimici si inserisce in un disegno più ampio delineato dall’AdSP per il nuovo Piano Regolatore Portuale, che punta a ridurre, per quanto possibile, le interferenze tra le attività portuali e il tessuto urbano.
La razionalizzazione degli spazi e l’allontanamento dal fronte cittadino delle lavorazioni potenzialmente più impattanti rappresentano alcuni degli elementi attraverso cui l’Autorità intende ridisegnare il rapporto tra porto e città.
In questo quadro, la delocalizzazione dei depositi assume un significato che va oltre la semplice individuazione di una nuova area: la scelta della futura collocazione condizionerà infatti sia l’assetto delle attività industriali sia le possibilità di trasformazione degli spazi oggi occupati a Multedo. È dunque su questo punto che si concentrano anche le richieste dei comitati, che chiedono di valutare alternative rispetto alla soluzione prospettata dall’AdSP.
Sicurezza e ambiente al centro della discussione
L’ipotesi di spostamento è stata presentata dall’Autorità anche alla luce degli approfondimenti effettuati sotto il profilo tecnico, ambientale e della sicurezza. Il tema si inserisce in un confronto più ampio sulla sostenibilità del futuro assetto portuale.
Durante l’incontro sono state richiamate le misure già adottate per ridurre gli impatti delle attività portuali, tra cui quelle relative alla cantieristica e alle riparazioni navali, e le attività di monitoraggio ambientale sviluppate con ARPAL. L’AdSP ha inoltre ricordato gli approfondimenti epidemiologici sugli effetti delle attività portuali sulla popolazione.
Il nuovo Piano punta, nella visione illustrata dall’Autorità, a conciliare la crescita dei traffici con una progressiva riduzione delle interferenze tra porto e aree urbane.
Paroli: «Misurarsi con proposte alternative»
«Il confronto di oggi conferma il valore di un percorso nel quale abbiamo scelto di mettere gli scenari del Piano a disposizione del confronto prima dei passaggi istituzionali», ha dichiarato il presidente dell’AdSP Matteo Paroli.
Il presidente ha sottolineato la necessità di confrontarsi anche con proposte alternative e di verificarne concretamente la fattibilità, mantenendo al tempo stesso l’obiettivo di garantire crescita, lavoro e sviluppo al territorio.
La questione dei depositi chimici resta così uno dei nodi più delicati del nuovo Piano Regolatore Portuale. Da una parte c’è l’ipotesi tecnica elaborata dall’Autorità, con i depositi semi-interrati nell’area di Porto Petroli; dall’altra la richiesta dei comitati di prendere in considerazione una diversa localizzazione, a partire dalle aree ex Ilva alla foce del Polcevera.
Il confronto, per ora, resta aperto. Le diverse proposte dovranno essere sottoposte alle successive valutazioni tecniche, ambientali, operative ed economiche, prima dei passaggi istituzionali previsti per l’approvazione del nuovo Piano.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Altre notizie
Nuda proprietà, Genova è la città che cresce di più in Italia: prezzi a +13% in un anno
29/09/2026
di Maria Mantero
Genova PlayCity, tremila persone alla Darsena per la prima sperimentazione urbana
29/09/2026
di Redazione
Cantiere del Campasso, Ferrante: "Il passaggio resta accessibile e le persone entrano"
29/09/2026
di Redazione

