Tetto ai prezzi del carburante, caccia al pieno. Dameri (Confesercenti): "Difficile stare al passo con la domanda"

di Maria Mantero

L'Unione Nazionale Consumatori parla di "iniziativa lodevole", ma il calo medio è di solo circa 4 centesimi in autostrada

Lunedì di code e caos ai distributori liguri. Da questa mattina Eni e IP applicano il "price cap", con la benzina bloccata a 1,99 euro al litro e il gasolio a 2,19 (self-service). Eni ha aperto la strada con una misura di 30 giorni, prorogabile fino a fine anno. Socar, proprietaria di IP, ha seguito raccogliendo l'appello del Governo, e la premier Meloni ha parlato di "un segnale di grande attenzione per le famiglie".

L'effetto sulle strade è stato immediato. A Genova serpentoni in Val Bisagno e in Val Polcevera, con automobilisti e scooteristi in coda già dall'alba e le prime carenze di carburante a metà mattina. In tutta la Liguria i punti vendita Eni e IP sono circa 350-400, oltre 150 nella sola provincia di Genova: quasi la metà dei distributori attivi, e quindi decine di migliaia di veicoli in strada nello stesso momento. A Savona un impianto Eni non aveva aderito allo sconto: è intervenuta la Finanza, e la titolare ha assicurato che si adeguerà in giornata.

Sul fronte dei prezzi, però, i benefici sono modesti. L'Unione Nazionale Consumatori parla di "iniziativa lodevole", ma il calo medio è di circa 4 centesimi in autostrada (2 euro su un pieno da 50 litri) e sotto il centesimo nelle regioni. Meglio di tutti il Friuli Venezia Giulia, seguito da Lazio e Abruzzo, dove la rete Eni è più fitta. Il presidente Massimiliano Dona chiede al Governo di restituire agli automobilisti il maggior gettito Iva: il gasolio resta sopra 2,4 euro in autostrada e sopra 2,3 sulle strade ordinarie, la benzina oltre 2,2 e oltre 2,1.

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