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Davide Traverso: "Maggiore controllo sulla cassa integrazione da parte delle aziende del porto"

di Marco Innocenti

"Quasi tutte ne hanno fatto richiesta ma solo due hanno versato l'integrazione salariale"

Il porto, in questi mesi di emergenza, non solo non ha mai smesso di lavorare ma ha anche dato prova, attraverso i propri lavoratori, di grande senso di responsabilità, quando magari un gesto semplice come recarsi sul proprio posto di lavoro significava mettere a rischio la propria salute per la mancanza di dispositivi di protezione. E' per questo che adesso anche la portualità richiede alla politica la giusta attenzione.

"Il decreto Rilancio almeno si è ricordato delle Compagnie dei porti - ha commentato ai microfoni di Tgn Live il segretario di Fit Cisl Liguria con delega ai porti, Davide Traverso - Le Compagnie sono in estrema difficoltà perché se c'è poco lavoro sono quelle che soffrono di più. Questi stanziamenti autorizzati dal governo sono in effetti una boccata d'ossigeno ma c'è tutto il settore delle aziende dei terminal che non hanno fatto l'integrazione salariale, dopo aver presentato la richiesta di cassa integrazione. Questo però non ha dissuaso i lavoratori dall'andare sul proprio posto di lavoro, anche rischiano il contagio".

"A Genova - precisa Traverso - quasi tutte le aziende hanno richiesto la cassa integrazione ma solo due hanno fatto l'integrazione. Il problema maggiore è che certe aziende usano la cassa in maniera un po' surreale, come disponibilità personale, rischiando così un uso distorto. Per questo abbiamo richiesto un tavolo in AdSP per richiedere un maggiore controllo: la cassa non può essere, oltre al danno economico, anche uno strumento di beffa per i lavoratori portuali".