Davide Luigi Longo si racconta tra grande classica e pop

di Giulia Cassini

In uscita il singolo "Como besas tu remix"

Quante anime coesistono in ognuno di noi? Moltiplicate il numero ottenuto almeno per due se non per tre ed avrete un quadro sommario delle varie voci che popolano l'interiorità dei musicisti di talento. Tra questi Telenord ha intervistato Davide Luigi Longo, diplomato in pianoforte nel 2001 e nel 2003 in composizione sperimentale al Verdi di Milano, docente, concertista e compositore di chiara fama. 

"Ho una doppia produzione musicale quella classica come Davide Luigi Longo -spiega l'artista- e poi quella pop, leggera con il nome d'arte Juetand nato da un soprannome di famiglia perché alla fin fine ogni compositore ha più facce, più personalità e spero che non sia inteso come un eccesso di ego, un vero e proprio luogo comune con cui etichettano noi musicisti". La sua scelta, in realtà connota una profonda onestà intellettuale e la volontà di coinvolgere un ampio target di persone: la musica senza un pubblico non esiste, ha bisogno di un rapporto dialettico, di coinvolgere. La musica è viva.

"Secondo me -dice Longo- semplicemente siamo come gli strumenti: polifonici. Abbiamo più corde e ad ognuna di essere corrisponde un'inclinazione. Nel caso della musica leggera mi è piaciuta l'idea di dare una connotazione e una identità ben precisa rivelandola apertamente".

Juetand - a vent’anni ha formato una cover band rock dedicata ai più grandi successi dei Doors e degli U2, creando al contempo i suoi primi inediti. Due anni più tardi, dopo lo scioglimento del gruppo, ha proseguito nella scrittura di nuove canzoni, ottenendo dalla S.I.A.E. il riconoscimento dello pseudonimo Juetand, nato per differenziare la sua produzione musicale classica da quella pop. Dopo avere inciso un paio di singoli presso il Bartok Studio di Bernareggio, e una terza canzone nel 2007 per l’etichetta Dingo Music, ha iniziato a curare la produzione discografica dei suoi pezzi personalmente, realizzando, oltre a testi e musiche, anche le basi musicali, l’incisione, il missaggio e l’editing. Nel 2009 ha partecipato a Sanremo Lab e negli stessi anni ha frequentato alcuni stage di canto, fra cui quello promosso dal Tour Music Fest a Roma. In seguito ha pubblicato diversi inediti pop, dance e rock su iTunes, Amazon e gli altri principali stores digitali e, nel 2012, anche il primo album bilingue “It -En”, cantato in italiano e in inglese.

Nel 2017 è uscito il secondo album, intitolato “F.E.D.I.”, caratterizzato sia dalla predominanza di songs in inglese -pur avendo nella track list anche canzoni in italiano, spagnolo, tedesco e francese - che dalla ricerca sul sound, con la personalizzazione di elementi timbrici e ritmici. La sua musica nasce culturalmente da quella pop degli anni ’80, ispirandosi negli arrangiamenti alle hits di Pharrell Williams, Madonna, Bruno Mars, Katy Perry, Roby Williams e Lady Gaga.

Attualmente sta lavorando al suo terzo album in studio. Il 28 maggio su Spotify, iTunes, Amazon, e tutti gli altri principali e-stores, uscirà il singolo Como besas tu - remix.  "E' una canzone ballabile in spagnolo -aggiunge il Maestro- che rientra in quel filone di leggerezza di cui abbiamo bisogno. Ha una dimensione spiccata e solare. Il ritmo si innesta su un testo morbido, lieve, rappresenta una sorta di contraltare al lato intellettualistico connaturato con la mia formazione classica. Del resto noi pianisti non siamo così seriosi o ombrosi come spesso ci dipingono". 

Tra le anticipazioni che rivela questo album sarà  edificato su vere e proprie provocazioni sonore ma non verbali. "Come docente - commenta Longo- ho testimonianza diretta dei testi che hanno preso piede oggi nelle canzoni più gettonate tra i teenager. I miei studenti spesso sono completamente assorbiti dal rap di protesta con linguaggi decisamente provocatori, per non dire volgari, perché probabilmente c'è una ribellione che non trova altri canali per esprimersi. Il mio andare controcorrente nel prossimo lavoro non sarà la ricerca della scrittura esasperata, tantomeno della volgarità, ma della timbrica e della ritmica differente".