Crans-Montana, Tajani: "Italia vicina a famiglie delle vittime, mai lasciate sole"

di Redazione

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Ambasciatore italiano a Berna: "Da noi i gestori del locale sarebbero stati arrestati". Procura Sion esclude misure cautelari

Crans-Montana, Tajani: "Italia vicina a famiglie delle vittime, mai lasciate sole"

"Un C-130 accompagna a Milano e Roma le salme dei morti a Crans-Montana. Un volo dell'Aeronautica: questo dimostra quanto l'Italia e le istituzioni siano vicine ai concittadini coinvolti in questa tragedia. Non sono stati soli per un attimo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Rtl 102.5.

   "Per questo - ha aggiunto - ringrazio tutti i nostri funzionari dell'ambasciata e dell'unità di crisi che si sono impegnati per risolvere i problemi dei nostri connazionali. Credo sia giusto ribadire l'importanza di una organizzazione statale efficiente che difende i suoi cittadini e li fa sentire al sicuro. Ho continuato a parlare con i genitori" dei ragazzi coinvolti, "ho dato loro il mio portatile. Si è potuto solo consolarli. Perdere un figlio non è logico e ragionevole, è inconcepibile. Non ci sono parole che bastano. Ma far sapere che tutta l'Italia è vicina alle famiglie delle vittime, questo lo possiamo fare".

   Rispetto ai feriti, alcuni sono "in condizioni serie. Sono tutti in Italia. Per i grandi ustionati il percorso è lungo, ma la nostra medicina è all'altezza della situazione. Ora bisognerà accertare le responsabilità, e mi pare che le autorità svizzere abbiano deciso di agire con fermezza. Fin dall'inizio ho incontrato la procuratrice, che mi ha detto che la Svizzera farà tutto quello che serve per accertare la verità". Tajani, sottolineando che non spetta a lui accertarlo, ha comunque osservato che "i proprietari sono già indagati, e mi sembra che le misure di sicurezza non fossero adeguate al numero di persone nel locale".

INCHIESTA -  "In Italia sarebbero arrestati" i gestori del Constellation di Crans-Montana - Jacques e Jessica Moretti - dove a seguito dell'incendio di Capodanno sono morte 40 persone e 120 sono rimaste ferite. Lo ha detto l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, al cimitero di Sion, dove sono in partenza verso l'Italia i feretri di cinque vittime italiane. La procura del Canton Vallese ha invece stabilito che non servono misure cautelari non sussistendo i presupposti, in particolare il pericolo di fuga.  "In Italia sarebbero stati arrestati sicuramente, troppo grave il reato commesso", ha specificato l'ambasciatore. Ma la sua non vuole essere un'accusa di lacune da parte della magistratura svizzera, dato che "sono procedure diverse". Dalla giustizia elvetica l'Italia si aspetta "verità e giustizia".

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