Genova celebra l’8 Marzo con Wall of Dolls: arte, flash mob e educazione contro la violenza sulle donne

di Carlotta Nicoletti

Iniziative fino al 7 marzo tra scuole, piazze e Portofino per sensibilizzare giovani e cittadini

L’arte come strumento di prevenzione e sensibilizzazione. Anche quest’anno, in occasione della Giornata internazionale della donna, l’associazione Wall of Dolls promuove una serie di iniziative per parlare di violenza sulle donne e coinvolgere i giovani con linguaggi accessibili e creativi.

Eventi scolastici – Il 6 marzo il Teatro della Gioventù ospiterà circa 400 studenti per confronti con esperti di psicologia, sanità, giornalismo e cultura. “Vogliamo stimolare i ragazzi a parlare tra loro, confrontarsi e allontanare situazioni che possono portare alla violenza di genere”, sottolinea il vicepresidente della regione Simona Ferro.

Flash mob e piazze – Sempre il 6 marzo, a Portofino, sarà inaugurata una panchina rossa, simbolo di contrasto alla violenza di genere. Il 7 marzo Piazza De Ferrari ospiterà un flash mob “Rompere il silenzio”, con la partecipazione di cittadini e artisti come Cindy Giuffrida, per sensibilizzare la comunità e ricordare le vittime.

Reti di sostegno – Il progetto ricorda anche “i ragazzi perduti” della strage di Cran, con installazioni sul Wall of Dolls come memoria e stimolo alla giustizia. L’iniziativa beneficia del sostegno del Governo, che ha aumentato a 3 milioni di euro i fondi per centri antiviolenza e case rifugio, e di 225 mila euro destinati a progetti scolastici per l’anno 2026.

Coinvolgimento delle istituzioni – L’arma dei carabinieri, con figure femminili di riferimento, partecipa attivamente per incoraggiare la denuncia e favorire l’interlocuzione con i giovani, contribuendo all’educazione contro ogni forma di violenza. “I ragazzi possono diventare campanelli sul territorio e prevenire conseguenze più gravi”, spiega un ufficiale dell’Arma.

Comunità e volontariato – L’iniziativa riunisce scuole, enti pubblici e privati, volontari e professionisti, trasformando Genova in un laboratorio di prevenzione, arte e sensibilizzazione. La città si fa così portavoce di un messaggio chiaro: combattere la violenza di genere richiede consapevolezza, cultura e partecipazione di tutti.

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