Covid, Icardi: "In Liguria una decina di casi della variante inglese"

di Alessandro Bacci

"Le mutazioni sono una normalità per ogni virus. Poco probabile che scompaia, diventerà endemico, e qualche danno probabilmente lo farà lo stesso"

Covid, Icardi: "In Liguria una decina di casi della variante inglese"

Ogni giorno in Liguria si eseguono in media 4 mila tamponi molecolari che evidenziano fra 200 e 300 nuovi casi di Covid-19, nei quali la prevalenza di una variante del virus è di circa il 5%. Fino al 4 febbraio nella regione sono stati accertati una decina di casi di variante inglese, lo rileva l'epidemiologo Giancarlo Icardi, direttore dell'unità operativa di igiene del policlinico San Martino di Genova. I campioni positivi si stanno analizzando nei laboratori regionali, a metà settimana avremo una fotografia univoca a livello nazionale".

Icardi sorride quando gli viene chiesto delle varianti del virus perché le mutazioni, e le conseguenti varianti, sono una normalità per ogni virus. Non è quindi una novità che ci siano varianti del virus SarsCoV2, come le tre attualmente più diffuse, ossia l'inglese, la brasiliana e la sudafricana. "Di queste tre - ha detto all'ANSA - in Italia la più diffusa è certamente quella inglese per ragioni di contiguità. I virus non conoscono il lockdown, quindi una volta arrivata qui la variante inglese si è diffusa. In Liguria ci sono segnalazioni sporadiche, una decina di casi accertati, cluster familiari. Ma l'Iss ha chiesto ai laboratori di riferimento regionali uno studio di prevalenza che ha portato a un pre-screening. I campioni - tamponi eseguiti dal 3 febbraio positivi per la prima volta - sono in analisi e a metà di questa settimana avremo una fotografica univoca a livello nazionale". I casi di variante inglese finora individuati in Liguria sono soprattutto "cluster familiari". Solo "se la variante diventasse prevalente, vista la maggiore facilità di diffusione, potrebbe preoccupare".

Ora, la grossa partita "si gioca sulla vaccinazione, che dovrà essere sempre più estesa fino a 'coprire' il 70% della popolazione che va ad aggiungersi a coloro i quali hanno fatto l'infezione e si sono naturalmente immunizzati". Per Icardi è "poco probabile che il virus scompaia. Diventerà endemico, e qualche danno probabilmente lo farà lo stesso. Ma abbiamo vaccini 'flessibili' che possono essere modificati in funzione delle varianti. La speranza, che non può diventare certezza. è che non crei più questi problemi".