Covid, Bassetti: "La settimana più difficile: reparti malattie infettivi pieni"

di Marco Innocenti

Nei prossimi giorni la Regione attiverà strutture per la bassa intensità di cura. Toti: "Ambulanze in coda? Accadeva anche nel picco dell'influenza"

A poche ore dalla riapertura delle scuole e dell'entrata in vigore delle nuove norme varate dal governo con gli ultimi decreti, Regione Liguria è tornata a fare il punto sulla situazione covid nella nostra regione.

"Domani la regione tornerà a marciare a pieno ritmo - ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti - Le nuove norme del governo entrano in vigore nelle prossime ore così come l'ordinanza regionale che spero possa semplificare la vita a molti liguri equiparando il tampone rapido a quello molecolare, sciogliendo il collo di bottiglia che sta dando tanti problemi in tutt'Italia, dove non si è più in grado di reggere i ritmi del contagio".

"Capitolo scuola: il governo vuole impugnare ogni ordinanza che possa tener chiuse le scuole - ha aggiunto Toti - Noi non abbiamo mai pensato di farlo perché siamo consapevoli che farlo, in un paese totalmente aperto, sarebbe stato un disallineamento senza senso. Oggi ci sarebbe stato un problema per le famiglie che vanno a lavorare ma ancor più surreale sarebbe stato non farli andare a scuola, quando poi quelli stessi bimbi avessero potuto andare a fare altre attività nel pomeriggio finito l'orario scolastico. Per mantenere una logica quindi abbiamo deciso di applicare le regole previste dal governo. I tamponi dei bimbi positivi sono affidati alla stessa rete, ovviamente a carico del sistema sanitario".

"Rimettiamo in moto il paese dopo la pausa delle vacanze. Ci saranno dei colli di bottiglia e delle difficoltà e dei momenti di confusione ma il sistema regionale sta lavorando a pieno regime e non abbiamo particolari emergenze. Sappiamo di doverci confrontare con una variante Omicron che si sta diffondendo a velocità straordinaria ma che ci dà anche dei vantaggi competitivi circa la gravità della malattia che riteniamo di poter affrontare con una prudente attenzione che va messa in campo in questi casi" ha poi concluso Toti.

"E' stata la settimana più difficile - ha spiegato il responsabile della clinica di Malattie infettive del San Martino Matteo Bassetti - caratterizzata dalla totale saturazione dei posti letto. Siamo arrivato al 100% di occupazione e abbiamo avuto ricoveri contraddistinti per la maggioranza da soggetti mai vaccinati che sono oggi gli unici con un quadro grave e che sono gli unici a ricorrere alla ventilazione con i caschi. Continuiamo a vedere ricoveri che per la maggioranza, almeno al San Martino, sono soggetti non covid che sono asintomatici ma con altre problematiche, non la polmonite per intenderci. E' stata anche la settimana dell'utilizzo del Molnupiravir, la pillola anticovid. Sui monoclonali, va detto che col proliferare della variante omicron 3 su 4 dei monoclonali oggi disponibili, non possiamo utilizzarli perché non funzionano su quella variante".

E sulla possibilità che si individuino strutture covid dedicate: "La capacità di ricovero nei nostri ospedali è uno dei temi che abbiamo trattato stasera - ha risposto Toti - In questo momento abbiamo disponibilità dei posti letto ma vi è di certo la necessità di individuare ulteriori strutture di bassa e bassissima intensità di cura e c'è la necessità di rendere più fluido il passaggio dal Pronto Soccorso al reparto. In questo senso stasera la mia decisione è che verrà gestito dalla Protezione Civile Regionale senza la mediazione di strutture ulteriori, dando il posto nella rsa covid più vicina disponibile. Creeremo anche delle rsa covid all'interno delle strutture ospedaliere. Domani ne iundividueremo una sull'area di Imperia, una su Savona e una nell'area metropolitana di Genova".

"Anche questa settimana - ha spiegato invece Filippo Ansaldi, diretto generale di Alisa - abbiamo osservato un incremento dell’incidenza dei contagi che ha sfiorato per la nostra regione i 1000 casi ogni 100 mila abitanti. L’incidenza è costante e abbastanza omogenea nelle quattro province liguri. Ricostruendo l’andamento della pressione ospedaliera nelle ultime settimane, abbiamo osservato una importante crescita del numero degli accessi, fino al 15 di dicembre. Poi nei successivi 20 giorni l’incidenza relativa ai pazienti che entrano in ospedale è stata costante. Negli ultimi 5 giorni abbiamo avuto nuovamente un sostanziale incremento che ci ha messo un po’ in difficoltà".

"Dalle nostre elaborazioni grafiche - ha detto ancora Ansaldi - si vede bene come la media intensità sta crescendo con un RT di 1.3 seguendo piuttosto fedelmente questo modello. Questo ha portato a superare già dai primi giorni di gennaio il limite che avrebbe potuto portare la Liguria in zona arancione, se anche gli altri parametri avessero seguito un medesimo andamento. Teniamo conto che circa un quarto dei casi di ricoveri in media intensità è riconducibile alla nostra struttura demografica. Ma la situazione è diversa per quello che riguarda la terapia intensiva. Qui il peso dell’età è inferiore, per questo la crescita è stata meno rapida. E di conseguenza siamo rimasti sotto la soglia della zona arancione".

"Anche a livello informatico, da domani tutti i test antigenici verranno equiparati ai tamponi molecolari, compresi i circa 16.200 effettuati nei 21 giorni precedenti l’entrata in vigore dell’ordinanza che prevede specificamente questa retroattività. Ci sono tuttavia due eccezioni – ha sottolineato Enrico Castanini, commissario per l’innovazione digitale della pubblica amministrazione della Regione Liguria – in relazione a due specifiche situazioni: la prima riguarda chi avesse fatto un test antigenico fuori dal territorio regionale e, in questo caso, dovrà recarsi dal proprio medico per far registrare l’esito di quel test nel sistema informatico ligure Poliss. Un passaggio essenziale ad esempio per ottenere in certificato di guarigione da parte del medico di medicina generale. Identica modalità dovrà essere adottata per i test che, effettuati nei 21 giorni precedenti l’entrata in vigore dell’ordinanza, siano stati registrati con sistemi diversi rispetto agli applicativi informatici regionali (Poliss), ad esempio attraverso il sistema nazionale della Tessera Sanitaria. In questi casi – ha concluso Castanini - qualora il proprio tampone non risulti nel sistema ai fini delle diverse certificazioni, è indispensabile che il cittadino si rechi dal proprio medico, oppure nella farmacia dove ha effettuato il test, per far registrare manualmente gli esiti dell’antigenico sul sistema regionale Poliss".