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Covid, Bassetti a Telenord: "Oggi siamo la regione che sta meglio in Italia"

di Redazione

L'infettivologo: "Quando uno su tre dice che non farà il vaccino, vuol dire che gli italiani non hanno imparato la lezione"

La situazione legata all'emergenza coronavirus in Liguria sta lentamente migliorando. La nostra regione da domenica tornerà in zona gialla e questa è la notizia migliore. A raccontare l'attuale situazione è l'infettivologo Matteo Bassetti a Telenord: "Le notizie sono buone, l'Rt è uno dei più bassi d'Italia. La situazione della regione ci vede tra quelli che stanno meglio, oggi la Liguria primeggia sulle altre regioni italiane. Gli ospedali e le terapie intensive si stanno alleggerendo. La situazione in tre settimane è completamente cambiata: eravamo forse la regione che stava peggio e oggi siamo la regione che sta meglio. Penso sia un risultato eccezionale. Sento sempre parlare tanto delle altre regioni che forse sono più numerose, ma questa regione ha lavorato come nessun altra. Se avessimo più abitanti saremmo stati più considerati. Credo che ci siamo comportati egregiamente in questa seconda ondata."

Sul capitolo scuola: "In altri paesi la didattica a distanza ha una storia di venti anni, qui da noi di qualche mese. Dobbiamo tornare a un sistema di didattica a scuola, io ho detto che non andavano chiuse. credo che sia corretto ciò che dice Toti: per aprire il 18 di dicembre conviene aprire il 7 gennaio. L'importante è che poi nessuno decida di richiudere. Così creiamo una generazione che non ha socialità, la scuola non è soltanto cultura è anche tutto ciò che c'è intorno. Ti insegna e ti porta per mano per la vita, riapriamo le scuole in sicurezza il prima possibile."

Il vaccino? "Il vaccino ci aiuterà, ci saranno meno casi e meno infezioni. Bisogna oggi prepararsi al vaccino cercando di remare tutti dalla stessa parte. Medici e scienziati non devo lasciare adito al pensiero che il vaccino non sia sicuro. Se sarà approvato dobbiamo credere in questi enti e nella bontà del vaccino. Io sarò il primo a vaccinarmi e spero di dare l'esempio. Quando un italiano su tre dice che non farà il vaccino, vuol dire che gli italiani non hanno imparato la lezione."

Sulla comunicazione: "Il problema è che i medici hanno avuto momenti migliori. i medici in prima linea sono 9 mesi che lavorano, un po' di sconforto c'è stato ma poi  i risultati ti aiutano. Qualcuno ha pensato di poter gestire la pandemia terrorizzando la gente. Abbiamo ottenuto l'esatto contrario, quel tipo di informazione è sbagliata. Nel 99,5 % dei casi si guarisce: questo bisogna dire alla gente."

Sulla possibile terza ondata: "Dopo due volte speriamo che i cittadini abbiano imparato la lezione. Torniamo a una normalità che segue le regole di distanziamento, mascherine e lavaggio delle mani. Non possiamo ricadere nell'errore che abbiamo fatto una volta, non è un liberi tutti. Se dal 3 dicembre si potrà tornare a fare una vita pseudo normale non dovremo sederci sui risultati ottenuti ma potremmo viverci il Natale in quella che è la nostra cristianità."