Copenhagen, la “via verde” dello shopping tra ecosostenibilità, design e arte

di R.C.

2 min, 40 sec

Rue Verteunisce moda, arredamento e arte contemporanea in uno showroom dove pezzi vintage italiani convivono con creazioni realizzate con materiali naturali

Copenhagen, la “via verde” dello shopping tra ecosostenibilità, design e arte

A Copenhagen la sostenibilità passa anche attraverso il design e lo shopping. Nel cuore della capitale danese, Rue Verte (foto da Facebook) è uno spazio che riunisce negozio, galleria d’arte e studio di interior design, proponendo un mix tra pezzi vintage, icone del design del Novecento e opere contemporanee caratterizzate dall’attenzione ai materiali e all’ambiente.

Il nome - scrive il Sole24Ore - racconta già parte della sua filosofia. “Grønnegade”, in danese, significa infatti “via verde” ed era il nome della strada dove Michala Jessen aprì il suo primo store-galleria. Quando l’attività si è trasferita all’angolo con Ny Østergade, il nome è rimasto, diventando una sorta di dichiarazione d’intenti.

Rue Verte nasce nel 1994, in un momento in cui a Copenhagen il concetto di concept store non era ancora diffuso. Da allora lo spazio è cresciuto insieme alla città, che nel frattempo è diventata una delle principali destinazioni internazionali per il design e la cultura contemporanea.

L’idea di Jessen era quella di creare un ambiente capace di mettere in relazione moda, design, arte e vita sociale all’interno di un edificio del XVIII secolo. Accanto al negozio, Rue Verte gestisce anche uno studio di interior design che realizza progetti per abitazioni private, bar, bistrot e uffici.

Lo showroom diventa così parte integrante del lavoro dello studio: un luogo in cui i clienti possono vedere e sperimentare direttamente materiali, arredi, colori e composizioni, andando oltre la rappresentazione grafica dei progetti.

Tra gli elementi più suggestivi spiccano alcuni pezzi del design italiano degli anni Sessanta. È il caso dei lampadari in vetro di Carlo Scarpa, proposti in diverse versioni e con prezzi che vanno indicativamente da 3.000 a 10.000 euro.

Il fascino di questi oggetti sta nel rapporto tra rigore architettonico e matericità. La struttura geometrica e precisa si combina con la morbidezza del vetro di Murano, mentre la luce diventa parte integrante dell’ambiente e non soltanto una fonte di illuminazione.

La ricerca di Rue Verte guarda in questo periodo soprattutto al vintage italiano degli anni Sessanta. Tra i pezzi presenti figurano anche i portacenere a forma di ciotola disegnati da Joe Colombo e prodotti da Arnolfo di Cambio, dal valore di circa 1.000 euro.

Il dialogo tra passato e contemporaneità è uno degli elementi distintivi dello showroom. Gli oggetti vintage vengono accostati a creazioni più recenti, caratterizzate da linee essenziali, superfici tattili e una particolare attenzione alla scelta dei materiali.

Ne sono un esempio anche le quattro sedie Zig Zag ispirate all’iconico design di Gerrit Rietveld. Realizzate in plexiglass trasparente con una delicata tonalità gialla, riprendono l’estetica geometrica e sperimentale degli anni Sessanta e vengono proposte a partire da circa 3.500 euro.

È proprio questo incontro tra design storico, arte contemporanea e ricerca sui materiali a definire l’identità di Rue Verte: un luogo in cui la sostenibilità non viene interpretata soltanto come scelta funzionale, ma anche come cultura del progetto, attenzione alla qualità e valorizzazione di oggetti destinati a durare nel tempo.

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