Conftrasporto, Salvini e Crosetto: “Correggere gli eccessi ideologici del Green Deal europeo”
di Carlotta Nicoletti
Al Forum di Conftrasporto, i ministri Salvini e Crosetto criticano le rigidità delle politiche green UE e propongono un approccio pragmatico

Al nono Forum internazionale di Conftrasporto, i ministri Matteo Salvini e Guido Crosetto hanno espresso dubbi sulle politiche del Green Deal europeo, invocando un approccio meno ideologico e più realistico per affrontare le sfide ambientali e geopolitiche. Secondo Salvini, la rigidità europea non è sufficiente a contrastare l’aumento globale delle emissioni, mentre Crosetto sottolinea la necessità di un pragmatismo strategico per competere nei mercati internazionali, come riporta Ferpress.
Salvini e il Green Deal – Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha criticato i tempi e i metodi del Green Deal dell’Unione Europea, affermando che la riduzione delle emissioni in Europa è vanificata dall’aumento globale, in particolare da Cina e India. “Il 2023 è l’anno record per le emissioni globali di CO2,” ha dichiarato Salvini, sottolineando che l’approccio ideologico europeo non risolve il problema su scala mondiale.
Sostegno al settore trasporti – Salvini ha confermato il suo impegno per le infrastrutture e il trasporto su strada, citando i 20 miliardi destinati ad Anas per rinnovare la rete autostradale e la volontà di risolvere la questione del Brennero in sede europea. Inoltre, ha proposto nuove misure per la formazione di autisti, anche attraverso l’impiego di personale migrante adeguatamente preparato.
Crosetto e la geopolitica – Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha affrontato i risvolti geopolitici del Green Deal, definendo la competizione internazionale come una “guerra commerciale” più che militare. Secondo Crosetto, l’Italia deve rispondere con pragmatismo, adattando le proprie strategie economiche e industriali per competere con i paesi emergenti, come Cina, India e i membri del gruppo BRICS.
Pragmatismo come soluzione – Entrambi i ministri hanno invocato un cambio di rotta verso politiche più pratiche e meno ideologiche, in grado di adattarsi ai continui cambiamenti degli scenari globali e di rispondere in modo efficace alle sfide economiche e ambientali.
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