Con la mostra "L’Expo delle meraviglie – 1914” si parte dal passato per guardare al futuro

di Claudio Cabona

L'esposizione è visitabile a Palazzo San Giorgio, nella Sala delle Compere, fino al 15 giugno

Genova si ripensa dopo la catastrofe di Ponte Morandi e la mostra “L’Expo delle meraviglie-1914”, inaugurata oggi e aperta al pubblico fino al 15 giugno, diventa per i genovesi l’occasione per riflettere sul futuro della loro città alla luce delle energie che si stanno sviluppando per la sua ripresa. E c’è chi guarda con favore a una nuova grande expo genovese, dedicata ai temi dell’high tech e della digitalizzazione nei trasporti.

Nel 2014 era uscito il libro di Massimo Minella L’Expo delle meraviglie-1914 L’Esposizione Internazionale di Genova” (De Ferrari Editore) sulla straordinaria, avveniristica esposizione che il Regno d’ Italia nel 1914 assegnò alla città di Genova. Dedicata al tema dell’Igiene, la manifestazione venne inaugurata dal Re Vittorio Emanuele III e dalla Regina Elena il 23 maggio di quell’anno e fu un successo pari (in proporzione) a quello di Expo Milano 2015. L’Esposizione si snodava dalla stazione Brignole fino al mare. L’architetto Gino Coppedé aveva realizzato per l’occasione uno “Stadium” da 20 mila posti a sedere all’altezza degli attuali giardini antistanti la stazione e in quello stadio ebbero successivamente luogo anche alcune partite del campionato di calcio di serie A, col Genoa vittorioso contro Alessandria e Liguria. Quell’expo trattò non solo il tema dell’igiene, ma che quelli dell’economia del mare, del colonialismo, dei rapporti con le Americhe. Per quell’expo venne realizzata anche una monorotaia elettrica, novità assoluta per l’Italia. Lunga 2,2 km, correva dal molo Giano fino al ponte Bezzecca, all’altezza dell’attuale questura.

Nel marzo 2015 a Palazzo San Giorgio fu realizzata una prima mostra sull’Expo 2014, realizzata da Minella con materiale del suo libro, e visitata da ventimila persone. Il libro e la mostra hanno avuto il merito di mostrare una Genova sconosciuta agli stessi genovesi: una città pionieristica, protesa verso il futuro, audace, che la scenografia disegnata da Coppedé (l’architetto, tra l’altro, di Castello Mackenzie) ci mostra grandiosa e visionaria. Con la seconda mostra sulla manifestazione del 1914, è stata presentata a Palazzo San Giorgio anche la seconda edizione del libro.