"Parla con Dario": Brunori Sas incontra i fan a Genova

di Giulia Cassini

L'evento alla Feltrinelli di Genova tra domande sul nuovo album "Cip!"e il live del famoso cantautore

"Cip!", immediato e dritto alla corteccia emozionale il titolo del nuovo album di Brunori Sas uscito il 10 gennaio e presentato presso la Feltrinelli di Genova nella serata del 23 gennaio. Dopo 3 anni da “A Casa Tutti Bene” le sue 11 tracce parlano di amore sempre con quel contraltare naturale, con quel retrogusto che è la paura ( e rende tutto prezioso). Il timore di perderlo questo “stato di grazia” faticosamente raggiunto oppure quel sentimento che sta dentro di noi e che esce come un’ombra, puntualmente, sotto ogni prova. Non c’è solo la difficoltà del relazionarsi, ma anche quella di avere un saldo collante tra le diverse personalità che necessariamente coabitano in ognuno di noi. Eppure la luce supera di gran lunga le ombre, è un disco pieno di energia.

“C’è un mix di elementi in questo lavoro -spiega Brunori- del resto la scrittura è come un cassetto, dove metti un po’ di tutto, non puoi scegliere solo quello che ti sembra più opportuno o migliore”. In un momento storico in cui tutto viene consumato e divorato in fretta Brunori Sas ha saputo invertire la rotta senza fermare il tempo: “Semmai è la ricerca della visione fanciullesca, non mi spaventa mettere in musica la semplicità. Niente di artefatto, le cose succedono, come disse John Lennon la vita è ciò che ti accade mentre fai altri progetti. Spesso è un argomento che ti accende e senti che lo devi fare. Io i cantautori li ho ascoltati molto tardi, non sono di quelli che a 15 anni li conoscevano tutti”.

Cita “E ti vengo a cercare” di Battiato:  “Per me è politica -puntualizza il cantante- mi ha educato ad una visione del bello che produce un risultato eticamente positivo”. In questo disco Brunori Sas non si nasconde, usa sonorità molto vitali e non si trincera dietro ad alcun paragone o ad alcuna maschera: si butta a capofitto con mani e piedi, senza nascondersi e senza “indorare” alcuna visione.

Ecco l’universalità di questo lavoro, quello di riuscire ad immedesimare gli altri, e il messaggio positivo di superamento delle difficoltà, “in un certo senso è accaduto in un processo che non è stato pensato, ma sentito.  Ecco, le canzoni per me sono un promemoria per ricordarmi dei momenti luminosi”. Un collettore di emozioni, schietto e diretto.