Buccinnà (Civ Borgo di Prè): "In via Prè situazione peggiorata anche nella zona risanata"

di Claudio Baffico

«La situazione è migliorata, anche se accanto ai presidi fissi occorrerebbe avere delle squadre dinamiche». È quanto dichiarato a Telenord da Antonio Buccinnà, presidente del Civ Borgo di Prè, intervenendo sul tema della sicurezza nel centro storico genovese.


Secondo Buccinnà, infatti, il rischio dei presidi esclusivamente fissi è quello di rendere prevedibile la presenza delle forze dell'ordine. «Lo spaccio individua il presidio fisso e quindi lo pone come punto di riferimento per andare a delinquere nelle zone limitrofe», ha spiegato. Da qui la necessità di affiancare alla presenza stabile sul territorio anche pattuglie in movimento. «Questo abbinamento di presidio fisso e presidio dinamico sta dando i frutti sperati».


Il risultato, secondo il presidente del Civ, sarebbe particolarmente evidente in Darsena, dove «c'è stato un abbattimento della criminalità veramente significativo». Diversa invece la situazione in via Prè, dove, almeno in una prima fase, si sarebbe registrato un peggioramento legato proprio alla mancanza delle squadre dinamiche. «Credo che sia stata una questione anche di riorganizzazione», ha osservato Buccinnà, sottolineando come, dopo l'introduzione del presidio fisso, siano state rinnovate anche le squadre dinamiche. «Direi che questo è l'assetto fondamentale, quello giusto per prevenire la criminalità in questa zona».


Il problema, secondo Buccinnà, è reso ancora più complesso dalla conformazione del centro storico. «Per sua orografia è veramente difficile da controllare», ha spiegato, ricordando la presenza di una «selva di vicoli» che rende il territorio particolarmente difficile da presidiare e, al tempo stesso, favorevole alle attività criminali. Un contesto nel quale, a suo giudizio, le forze dell'ordine e la polizia locale «hanno fatto il massimo possibile».


La sicurezza, però, non può essere affidata soltanto alla repressione. Per il presidente del Civ serve anche un intervento sul decoro urbano e sull'urbanistica. «Dal rispetto dell'urbanistica si abbatte il degrado e quindi le persone sono incentivate al rispetto delle cose e delle persone», ha sottolineato, indicando nella combinazione tra sicurezza, presidio del territorio e riqualificazione urbana una delle chiavi per migliorare la situazione.


A preoccupare particolarmente sono le ricadute sul turismo e sulle attività economiche. «Il peggioramento lo vediamo banalmente dalle recensioni», ha raccontato Buccinnà, spiegando che gli associati che gestiscono case vacanza hanno registrato «un'impennata di recensioni negative». A questo si aggiungono le richieste di informazioni e di aiuto rivolte quotidianamente dai turisti agli operatori della zona.


«Su via Prè c'è stato un peggioramento», ha ribadito. Una parte della strada, secondo Buccinnà, è stata in gran parte risanata anche grazie alle attività commerciali, mentre «l'ultima parte verso piazza Santa Fede è ancora molto problematica». E il timore è che alcune criticità tornino a interessare anche le aree che negli anni erano state recuperate. «Non dobbiamo andare indietro a dieci anni fa, quando veramente era una strada difficilmente percorribile», ha avvertito.


L'obiettivo, ha spiegato, non è soltanto fare in modo che le persone raggiungano via Prè per una necessità precisa, ma trasformarla in una strada da vivere. «Non saremo soddisfatti finché non vediamo la gente che viene proprio a fare un giro in via Prè», ha affermato, auspicando che il quartiere possa diventare una destinazione anche per residenti e turisti.


Buccinnà ha poi evidenziato il rischio che lo spaccio, quando contrastato in una determinata area, semplicemente si sposti altrove. «Se lo spaccio viene spostato, viene spostato in un'altra zona purtroppo», ha osservato. Per questo, a suo avviso, non bisogna concentrarsi esclusivamente su via Prè, ma garantire sorveglianza e protezione a tutte le aree del centro storico.


Tra gli interventi più concreti indicati dal presidente del Civ ci sono anche quelli apparentemente più piccoli. Dopo le recenti proteste di cittadini e commercianti, ha spiegato, il Civ è stato convocato per il primo settembre a Tursi dall'assessore Beghin per discutere anche delle questioni legate al decoro. Tra le richieste c'è lo spostamento dei bidoni della spazzatura da via Gramsci e la creazione di aree di parcheggio che possano essere utilizzate, tra gli altri, dai commercianti di Prè e dalla loro clientela.


«Sembrano piccole cose ma sono cose di un'importanza incredibile», ha sottolineato Buccinnà, spiegando che eliminare i cassonetti, in particolare davanti ad attività come farmacie e panifici, significherebbe contribuire al decoro della strada e favorire una maggiore attenzione al rispetto degli spazi pubblici.


Sul ruolo dei servizi per le dipendenze, Buccinnà ha invece sottolineato che devono essere garantiti sul territorio, ma senza concentrare ulteriormente determinate problematiche in una singola area. Particolare attenzione viene dedicata all'unità di strada: «Dovrebbe essere aperta anche sabato e domenica», ha detto, spiegando che statisticamente è proprio nel fine settimana che si registrano i maggiori flussi legati allo spaccio. «Chiuderla venerdì, sabato e domenica è una cosa veramente assurda», ha commentato.


Infine, la questione dei vigilantes. Buccinnà definisce l'ipotesi «una di quelle provocazioni che spero non diventi mai realtà» e la considera «un'estrema ratio». Il presidente del Civ ha riconosciuto il lavoro svolto da polizia locale, carabinieri e forze dell'ordine, precisando però che non è possibile dislocare tutte le risorse disponibili esclusivamente in via Prè e nelle zone limitrofe.


La proposta delle guardie private, ha concluso, nasce dalla «esasperazione» di alcuni consorziati, ma resta un'ipotesi da valutare con cautela: «È un'iniziativa costosa, difficile, la valuteremo».

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