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Bassetti: "Il virus si adatta per sopravvivere nel corpo, non per uccidere"

di Redazione

E sull'uso dell'idrossiclorochina: "Ci eravamo già accorti della mancanza di effetti positivi"

Prosegue l'ermegenza coronavirus in Liguria, anche se gli ultimi numeri possono lasciare ben sperare. I ricoveri in ospedale continuano a diminuire e l'impressione degli esperti è che il virus stia iniziando a perdere forza. Proprio su questo aspetto ha fatto chiarezza il direttore della clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino Matteo Bassetti: "Non dimentichiamoci che lo scopo del virus, qualunque esso sia, non è quello di uccidere l’ospite che ha infettato (perché così facendo morirebbe pure lui rischiando di scomparire) ma quello di sopravvivere adattandosi all’ospite stesso. Questo è probabilmente ciò che sta capitando al SarsCOv-2. Si sta adattando a noi, sta perdendo virulenza e forza, perché di forza prima ne aveva tanta e l’abbiamo tastata con le nostre mani. Abbiamo oggi quindi una malattia da COVID-19 meno aggressiva e meno letale, questo è un dato di fatto con evidenze medico-scientifiche. Manca ancora l’evidenza pubblicata su riviste mediche (speriamo che i colleghi di Brescia lo facciano presto)dal punto di vista laboratoristico-virologico. Questa è quello che dicono i molti colleghi e il sottoscritto, che hanno avuto contatto diretto con i malati osservando oggi una riduzione importante nel numero dei casi e della loro gravità."

Capitolo idrossiclorichina, usata come cura nei mesi precedenti anche per i casi meno gravi e curati a casa: "Uno studio scientifico ha dimostrato che sia da sola, che in associazione con gli antibiotici, non ha alcun effetto favorevole sui pazienti con il COVID ma anzi provoca alcuni effetti collaterali. Questo farmaco non potrà più quindi essere utilizzato al di fuori degli studi clinici. Noi che abbiamo utilizzato l’idrossiclorochina nelle fasi iniziali dell’epidemia, ci eravamo già accorti della mancanza di effetti positivi. Ora ne abbiamo la prova. Questa è la medicina dell’evidenza. Osare e sperimentare per il bene del paziente, ma avere anche la capacità di cambiare idea di fronte ai nuovi dati scientifici, se negativi."