Autostazioni italiane: FlixBus presenta piano da 300 mln di euro per la riqualificazione e il rilancio
di R.S.
Per chi viaggia in autobus in Italia, una prima causa di insoddisfazione riguarda il tema dell’insicurezza nelle autostazioni
In Italia, più di 1 persona su 3 non si sente sicura mentre aspetta l’autobus in autostazione – una sensazione condivisa in ugual misura da donne (51,5%) e uomini (47%).
Il dato emerge da un’indagine di FlixBus condotta fra giugno e agosto 2026 tramite un questionario sulle condizioni delle autostazioni italiane, compilato da 871 persone provenienti da oltre 120 città.
Il questionario rientra nell’iniziativa del Piano Nazionale per le Autostazioni, promosso da FlixBus insieme a esponenti della Camera e del Ministero dei Trasporti, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), l’associazione di categoria ANAV, l’Unione Nazionale dei Consumatori (UNC) e ANCI. L’iniziativa, partita a maggio con un tavolo di confronto fra i partecipanti, è culminata oggi nella presentazione alla Camera dei Deputati, in vista della Legge di Bilancio, di un Manifesto che delinea otto proposte concrete per riqualificare l’infrastruttura esistente e orientare la costruzione di quella futura.
Per chi viaggia in autobus in Italia, una prima causa di insoddisfazione riguarda il tema dell’insicurezza nelle autostazioni. Dal questionario emerge una bassa sicurezza percepita, con una valutazione media nazionale di 5,7 su 10. Milano e Genova sono i grandi centri che pesano di più su questa insufficienza: il terminal di Milano Lampugnano, dove il tema dell’insicurezza è indicato come prioritario dal 63% delle persone votanti (equamente divise fra donne e uomini), questo valore scende a 4,7; Genova-Fanti d’Italia, dove il 50% delle persone votanti lamenta insicurezza, registra un 4,9.
Secondo i dati raccolti, tuttavia, è la mancanza di luoghi attrezzati per l’accoglienza, come panche o sale d’attesa, il problema più sentito, indicato dal 45% delle persone. La carenza dell’infrastruttura si manifesta anche nei termini di una mancanza di punti di ristorazione o servizi igienici, particolarmente gravosa per chi deve trattenersi a lungo in autostazione, come nel caso di un’interconnessione.
L’indagine rimette in luce il gap esistente fra i terminal della lunga percorrenza su gomma e le stazioni ferroviarie e gli aeroporti, nonché quello emerso dalla ricerca del Prof. Andrea Giuricin fra le autostazioni italiane e quelle europee, generalmente più sicure, efficienti e accessibili – un divario che, per essere colmato, richiede un intervento strutturale quantificato in 300 milioni di euro.
Nel Manifesto presentato oggi alla Camera – consultabile integralmente qui – la riqualificazione dell’infrastruttura passa da otto proposte: innanzitutto, quella di definire giuridicamente l’autostazione, introducendo una definizione normativa univoca che ne valorizzi il ruolo nel panorama della mobilità, in linea con l’importanza di un settore che in Italia muove ogni anno milioni di persone.
Il documento propone inoltre di rendere obbligatoria la realizzazione di autostazioni nei comuni di grandi e medie dimensioni e istituire apposite fermate nei centri più piccoli, per migliorare la connettività sul territorio nazionale e incentivare scambi intermodali. Sul piano della qualità dell’esperienza, le rivendicazioni di FlixBus e delle altre parti coinvolte nell’iniziativa riguardano gli aspetti della sicurezza, dell’accessibilità e dei servizi, per cui vanno garantiti standard minimi nazionali soprattutto in un contesto come quello italiano, dove il trasporto su gomma è una soluzione sempre più richiesta.
Lo ha ricordato Cesare Neglia, Vice President Europe West di Flix e Managing Director di FlixBus Italia: «Il trasporto in autobus soddisfa una domanda in crescita in Italia, come testimoniano gli oltre 50 milioni di passeggeri che abbiamo trasportato dal lancio. Inoltre, il successo della nostra offerta anche su rotte ben servite dal treno dimostra che l’autobus è la prima scelta di un numero sempre maggiore di persone. La mobilità in Italia si sta trasformando, ed è fondamentale che l’infrastruttura si adegui alle esigenze future, senza distinguere tra chi viaggia in autobus e chi usa altri mezzi di trasporto.»
Inoltre, il Manifesto ricorda l’esigenza di adeguare i terminal alle nuove tecnologie che si renderanno disponibili con la transizione energetica e l’importanza di innovare i servizi di informazione al cliente.
L’iniziativa è il frutto di una collaborazione preziosa tra i rappresentanti di diversi gruppi di interesse, chiamati a esprimersi sulle esigenze dei propri stakeholder – da ANAV, portavoce delle aziende del settore del trasporto passeggeri su gomma, all’associazione dei consumatori UNC, passando per organi regolatori e di rappresentanza cruciali quali ART e ANCI.
«I numeri dimostrano che il trasporto con autobus a media e lunga percorrenza è oggi una componente strutturale della mobilità nazionale. In poco più di un decennio, grazie alla liberalizzazione, i chilometri di linea percorsi sono cresciuti del 135% e il settore vale circa 550 milioni di euro, garantendo collegamenti capillari tra grandi città, territori periferici e aree meno servite. Per accompagnare questa crescita è però indispensabile investire nelle infrastrutture di interscambio, affinché autostazioni moderne, accessibili e integrate possano sostenere lo sviluppo della domanda e migliorare ulteriormente l’esperienza di viaggio dei passeggeri,» ha affermato Serena Lancione, Presidente ANAV
Complessivamente, per mezzo del Manifesto FlixBus e gli altri partecipanti al progetto auspicano una convergenza virtuosa fra istituzioni e imprese attraverso un coordinamento stabile di partenariato pubblico-privato. Riconoscendo le autostazioni come infrastrutture strategiche per la mobilità in Italia, questa sinergia potrà promuovere un quadro normativo, regolatorio e di investimenti pluriennali capace di renderle sicure, accessibili, intermodali, sostenibili e all’altezza delle esigenze dei cittadini e dei territori, nonché della loro funzione di porte d’accesso alla mobilità collettiva del Paese.
«Garantire autostazioni e aree di sosta più sicure, accessibili e salubri significa intervenire su una delle criticità che incidono anche sulla capacità del nostro Paese di attrarre e trattenere autisti professionisti. È una riflessione che ho maturato a partire dalla realtà dei porti e, in particolare, dal confronto con il presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia. Credo che sia necessario affrontare queste criticità con una visione di sistema, attraverso un piano nazionale delle autostazioni che metta al centro la qualità delle infrastrutture e dei servizi. In questo percorso, la collaborazione tra pubblico e privato rappresenta una buona pratica per individuare le esigenze, costruire soluzioni concrete e affrontare in modo efficace le sfide della mobilità del nostro Paese,» ha affermato Salvatore Deidda, Presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati.
«Le autostazioni rappresentano un’infrastruttura fondamentale per la mobilità del nostro Paese, ma oggi necessitano di una visione più organica e di investimenti capaci di rispondere alle nuove esigenze di chi viaggia e di chi lavora nel settore. Un Piano nazionale delle autostazioni può rappresentare un passo importante per mettere a sistema le diverse realtà e contrastare le diseguaglianze territoriali, migliorare la qualità e la sicurezza degli spazi, rendere le autostazioni sempre più accessibili e integrate con il trasporto pubblico e gli altri nodi della mobilità. Una sfida che richiede collaborazione concreta tra istituzioni, enti locali, sindacati e operatori privati, per costruire insieme a infrastrutture più moderne ed efficienti gli interventi necessari a potenziare i servizi per le persone,» ha affermato Andrea Casu, Vicepresidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati.
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