Assarmatori, Stefano Messina a Bruxelles: "Trasporto marittimo essenziale per l’Europa. Si superino gli eccessi del Green Deal"
di Carlotta Nicoletti
"Settore marittimo-portuale parte essenziale della sicurezza delle catene del valore europee e della coesione della società e dell’economia"
Il contesto – Il trasporto marittimo è un pilastro della sicurezza e dell’economia europea. Lo ha ribadito Stefano Messina, presidente di Assarmatori, al termine di una missione a Bruxelles che ha coinvolto una delegazione di armatori, manager e membri dell’associazione. L’obiettivo? Confrontarsi con i vertici delle istituzioni europee e chiedere un approccio più equilibrato alle politiche ambientali del settore.
Green Deal – Messina ha evidenziato i rischi di alcune misure europee, in particolare il sistema ETS, che penalizzerebbe i porti italiani rispetto a quelli extraeuropei. “Le distorsioni del sistema ETS regalano un vantaggio competitivo agli scali nordafricani, mettendo a rischio hub strategici come Gioia Tauro”, ha dichiarato. Il timore è che la perdita di competitività porti a una desertificazione del traffico containerizzato nei principali porti del Mediterraneo.
Flotta e coesione – Il presidente di Assarmatori ha ricordato che l’Italia possiede una delle flotte di traghetti più avanzate al mondo e che il loro ruolo è essenziale per la continuità territoriale con le isole. “Le Autostrade del Mare contribuiscono alla sostenibilità ambientale con lo shift modale, ma per mantenere il loro ruolo servono investimenti e regole adeguate”, ha spiegato.
Incontri istituzionali – Durante la missione, la delegazione ha incontrato Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione UE, i capigruppo italiani al Parlamento Europeo e il presidente della Commissione Ambiente, Antonio Decaro. Inoltre, un evento con oltre 100 rappresentanti delle istituzioni europee ha visto l’intervento del viceministro Edoardo Rixi.
Prospettive – Messina ha accolto con favore il nuovo corso del Clean Industrial Deal, che segna un passo avanti rispetto alle rigidità del Green Deal. Tuttavia, ha ribadito la necessità di “superare gli eccessi per liberare energie, rinnovare le flotte e accelerare la diffusione di carburanti sostenibili”.
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