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ArcelorMittal, i sindacati liguri: "Un gioco al massacro sulla pelle dei lavoratori"

di Marco Innocenti

I lavoratori di Genova scenderanno in massa a Roma per lo sciopero di martedì

Quattromilasettecento esuberi nei prossimi tre anni, 3mila dei quali già nei primi mesi del 2020, ai quali vanno aggiunti i lavoratori già in cassa integrazione, arrivando così ad oltre 6mila. E’ questa la bomba lanciata sul piatto della trattativa da ArcelorMittal che ieri, al Mise, ha presentato il nuovo piano industriale dopo lo strappo sull’acquisto dell’Ex-Ilva. Come se non bastasse, la prospettiva presentata da Arcelor di spegnere l’altoforno 2, ancora sotto la spada di Damocle della magistratura, e sostituirlo con un forno elettrico, preoccupa i sindacati soprattutto dal punto di vista occupazionale.

“Oggi abbiamo rigettato questo piano  – dice Alessandro Vella, segretario generale FIM CISL Liguria –Non possiamo pensare che azienda da una parte e governo dall’altra trattino il destino di migliaia di posti di lavoro. Nel piano industriale del 6 settembre 2018 c’erano tutte le possibilità di dare un futuro alla siderurgia in Italia. Oggi si parla invece di nuovi, fantomatici piani che non tengono nemmeno conto del passaggio da un forno tradizionale ad uno elettrico per quel che riguarda la qualità dell’acciaio”.

“Quello fra governo ed ArcelorMittal è un gioco speculare – dice Antonio Apa, segretario generale UILM Genova – Da una parte, nell’esecutivo, c’è l’anima grillina che vuole smantellare lo stabilimento, arrivando a dire che un giorno lì ci cresceranno le cozze. Dall’altra parte c’è Arcelor, che visto il calo del mercato e delle commesse, ha preso l’occasione per sfilarsi. E’ però un gioco al massacro fatto sulla pelle dei lavoratori a cui noi non siamo disposti a sottostare”.

Lunedì il ministro Patuanelli presenterà un nuovo piano industriale che, parole sue, “trasformi Taranto in uno stabilimento all’avanguardia in Europa”. I sindacati però non aspetteranno oltre: martedì la voce passerà alla piazza.