AMT, incontro azienda-sindacati. Vella (Fit Cisl): "Chiarezza su fondi, pensionamenti e qualità del servizio”
di Luca Pandimiglio
Il confronto si è articolato in tre incontri tecnici dedicati in particolare ai temi dell’efficientamento, seguiti da un incontro con il Consiglio di amministrazione per chiedere spiegazioni puntuali sul piano industriale
Si sono intensificati nelle ultime due settimane gli incontri tra i sindacati e AMT per fare chiarezza sul piano industriale e sulle prospettive dell’azienda del trasporto pubblico genovese. A fare il punto è stato Antonio Vella, segretario Fit Cisl Liguria.
Tre incontri tecnici e un confronto con il CdA
Il confronto si è articolato in tre incontri tecnici dedicati in particolare ai temi dell’efficientamento, seguiti da un incontro con il Consiglio di amministrazione per chiedere spiegazioni puntuali sul piano industriale.
Al centro del dibattito, due aspetti fondamentali: gli investimenti futuri e l’organizzazione del lavoro. “L’efficientamento – ha spiegato Vella – è la parte che ci interessa maggiormente come sindacato, perché coinvolge direttamente tutti i lavoratori e l’assetto complessivo dell’azienda”.
Tra i temi emersi anche il ruolo degli enti locali nel percorso di rilancio. I sindacati chiedono un incontro congiunto con Regione, Comune e Città Metropolitana per comprendere nel dettaglio quali risorse verranno effettivamente stanziate per il salvataggio e il riequilibrio dell’azienda. “È un’azienda dei cittadini, eroga un servizio pubblico – ha sottolineato Vella – e serve chiarezza sulle cifre reali e sulle strategie”.
Pensionamenti e “fondino”: fino a 150 possibili uscite
Un punto cruciale riguarda i pensionamenti. L’azienda ha già inviato ai dipendenti la manifestazione di interesse per l’accesso al cosiddetto “fondino”, rivolta a chi maturerà i requisiti pensionistici entro il 2028.
Si parla di circa 150 lavoratori potenzialmente interessati, tra operai, autisti e impiegati. Il numero effettivo delle adesioni sarà determinante per valutare l’impatto sul servizio e sulla manutenzione.
Il piano industriale prevede inoltre, da qui al 2031, una riduzione complessiva di circa 350 unità. Un dato che preoccupa i sindacati, che chiedono garanzie sul rimpiazzo del personale in uscita. “Se le persone vanno via e non vengono sostituite – è l’avvertimento – il servizio peggiora. E questo non è accettabile”.
Servizio e sicurezza: il tema delle aggressioni
Il tema della qualità del servizio si intreccia con quello della sicurezza. Proprio nei giorni scorsi si è verificato un episodio di aggressione verbale ai danni di una lavoratrice e delegata sindacale.
Secondo il sindacato, l’esasperazione dell’utenza è spesso legata a corse saltate, carenza di autisti e mezzi insufficienti. Se da un lato le aggressioni fisiche risultano in calo, quelle verbali restano frequenti. “Per evitare certe situazioni – è stato ribadito – bisogna garantire un servizio equilibrato e di qualità”.
La difficoltà di trovare nuovi autisti
Un altro nodo è quello delle assunzioni. Il ricambio generazionale appare complesso: trovare autisti è sempre più difficile. Pesano i costi elevati delle patenti necessarie, ma anche condizioni contrattuali e stipendi considerati poco competitivi. Un giovane autista in ingresso percepisce circa 1.350 euro al mese, cifra ritenuta non più in linea con il costo della vita e con altri settori.
A questo si aggiungono turnazioni impegnative e un cambiamento culturale: molti giovani entrano in azienda ma poi decidono di lasciare, contribuendo a un’ulteriore instabilità dell’organico.
La scadenza di marzo
Marzo rappresenta una tappa decisiva. Entro quella data dovrà essere definito il numero effettivo di uscite e, di conseguenza, il fabbisogno reale di nuove assunzioni per garantire sia il servizio sia la manutenzione dei mezzi.
In parallelo, si dovrà affrontare anche il tema della proroga della procedura in corso e della necessità di sottoscrivere un accordo o presentare un documento da sottoporre all’approvazione del Tribunale.
Tariffe ed evasione
Sul fronte delle tariffe, la revisione è già partita a novembre, con particolare riferimento agli abbonamenti e alle agevolazioni. I primi dati sugli abbonamenti sarebbero positivi, mentre per i titoli ordinari servirà più tempo per una valutazione completa.
Secondo il sindacato, più che ulteriori rincari, il vero nodo resta il contrasto all’evasione tariffaria: “Chi paga il biglietto deve essere tutelato. È necessario intensificare i controlli”.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Tags:
amtCondividi:
Altre notizie
Amiu e Conai: "La raccolta differenziata è un gioco di squadra". Al via la nuova campagna di comunicazione
18/02/2026
di Carlotta Nicoletti
CasaPound: "Inquietante che la sindaca si faccia portavoce delle istanze di Genova Antifascista"
18/02/2026
di Redazione
Emessa allerta meteo gialla; giovedì neve nell'entroterra di Genova e Savona
18/02/2026
di Redazione
La Liguria decima in Italia per produzione olio d'oliva
18/02/2026
di R.C.
