Amt, Ilaria Cavo: "Dimissioni Campora confermano la gravità dei tagli, Salis faccia marcia indietro"

di Gilberto Volpara

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"La sinistra riconosca di aver sbagliato strada e faccia retromarcia. Magari chiedendo anche alla sindaca Silvia Salis di metterci la faccia"

Amt, Ilaria Cavo: "Dimissioni Campora confermano la gravità dei tagli, Salis faccia marcia indietro"

"Un gesto forte che non lascia spazio di replica o a interpretazioni. Un sindaco, Giancarlo Campora, esponente di spicco del Pd, ha appena deciso con grande coerenza e onestà intellettuale di rimettere le deleghe che gli erano state affidate in Città Metropolitana. Se mai ce ne fosse stata la necessità è la conferma che i tagli delle linee del trasporto pubblico sono inaccettabili per chiunque. Il 12 maggio scorso non avevamo votato in consiglio comunale il piano di risanamento di Amt. Per noi era irricevibile proprio per i tagli a cui avrebbe portato. Oggi la stessa risposta arriva dai sindaci dei Comuni della Città Metropolitana: irricevibile. Non possiamo accettare che l’azienda di trasporto pubblico scarichi su cittadini e Comuni il peso delle proprie difficoltà".

 

Lo dice Ilaria Cavo, deputata ligure di Noi Moderati e capogruppo di Noi Moderati Orgoglio Genova in consiglio comunale. 


"Non è ammissibile che chi lavora, chi va a scuola, chi sceglie il mezzo pubblico per spostarsi debba vedere tagliato in maniera così pesante il servizio, mentre contemporaneamente ai sindaci vengono chiesti più soldi. Si è parlato di tagliare milioni di chilometri nell’extraurbano – da 1,6 a 1,8 milioni, non è ancora ben chiaro - come fossero bruscolini. Adesso la responsabilità di garantire un servizio all’altezza è tutta nelle mani di Città Metropolitana e del nuovo management dell’Azienda scelto dalla nuova amministrazione comunale. Anziché cercare di puntare il dito contro i sindaci che difendono i diritti dei propri cittadini e contro Regione Liguria che sta sostenendo l’azienda, la sinistra riconosca di aver sbagliato strada e faccia retromarcia. Magari chiedendo anche alla sindaca Silvia Salis di metterci la faccia e di avere il coraggio di dire ai suoi colleghi sindaci ciò che si sono sentiti dire per interposta persona" conclude Cavo.

Gruppi di minoranza a Tursi - "Di fronte alle notizie apparse a mezzo stampa relative ai paventati tagli ai servizi delle linee urbane ed extraurbane AMT, i gruppi di centrodestra a Genova hanno presentato questa mattina una richiesta formale per la convocazione urgente della Commissione Consiliare competente.​"La decisione di tagliare o ridimensionare le corse del trasporto pubblico locale rischia di impattare in modo devastante sulla quotidianità dei cittadini, degli studenti e dei lavoratori che ogni giorno affidano la propria mobilità ai mezzi pubblici. Non si tratta soltanto di un disservizio logistico, ma di una scelta che incide direttamente sulla qualità della vita del territorio e sulla sicurezza sia degli utenti a bordo sia del personale viaggiante, già da tempo sottoposto a forte stress operativo. Le dimissioni dalle deleghe di una sindaco del Pd come. Campora confermano la fondata drammaticita' e insostenibilita' dei tagli e l'urgenza di un dibattitto urgente e serio. Gia' il periodo estivo e' stato drammatico per i nostri cittadini. La cittadinanza e l'intero Consiglio Comunale hanno il diritto di conoscere il reale stato delle cose e quali azioni si intendano intraprendere: e' necessario scongiurare riduzioni che danneggerebbero l'intero sistema di mobilità urbana ed extraurbana. Visto che i lavori del Consiglio riprenderanno solo l' 8 settembre, chiediamo che la commissione sia calendarizzata prima di questa data". Così i capigruppo di minoranza Paola Bordilli (Lega), Alessandra Bianchi (FdI), Ilaria Cavo (NM), Pietro Piciocchi (Vince Genova), Mario Mascia (FI) e Sergio Gambino (Misto)

Dichiarazione Gianluca Chiaramonte (Liguria Insieme) - "Conosco Giancarlo Campora e so che non è uomo da gesti teatrali. Per questo la restituzione delle deleghe non va letta come una semplice dinamica interna a un partito, ma come un fatto politico. Quando un amministratore sente la necessità di riaffermare la propria autonomia istituzionale, evidentemente il rapporto tra appartenenza politica e responsabilità amministrativa ha raggiunto un punto di tensione. Qui  , a mio parere il tema non è il dissenso, che in una dialettica interna di partito è fisiologico. È la capacità di una forza politica di distinguere l’unità dall’uniformità. Una classe dirigente seria si costruisce attraverso confronto, autonomia e pluralismo. Quando invece la disciplina diventa criterio di selezione politica, il rischio è che la fedeltà finisca per valere più della competenza e del merito.Perché alla fine la regola dovrebbe essere semplice: se una scelta di partito rischia di danneggiare i cittadini, un amministratore serio deve avere il coraggio di scegliere i cittadini, non il partito". Così Gianluca Chuaramonte del direttivo regionale di Liguria insieme . 

 

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