Ambra Compute, la startup italiana che porta l’AI dove c’è energia

di R.S.

1 min, 14 sec

Due ricercatori italiani, un incontro all’Imperial College e una startup nata all’incrocio tra intelligenza artificiale e transizione energetica

Ambra Compute, la startup italiana che porta l’AI dove c’è energia

La crescita dell’intelligenza artificiale sta facendo emergere un nuovo limite per il settore tecnologico: la disponibilità di energia per alimentare i data center. È attorno a questo problema - scrive il Corriere della Sera - che Alessio Lodge e Bianca Giovetti hanno costruito Ambra Compute, startup che punta a sviluppare un modello di micro data-center da collocare direttamente nei luoghi dove l’energia è disponibile.

Lodge, cresciuto tra Regno Unito e Italia e laureato al Politecnico di Milano, ha proseguito la ricerca tra l’Imperial College di Londra e gli Stati Uniti. Giovetti, modenese, dopo un percorso alla Bocconi e un’esperienza nella finanza e nel private equity, ha seguito studi e ricerche sull’intersezione tra matematica, investimenti ed energia.

I due si incontrano all’Imperial College, dove nasce una collaborazione destinata a trasformarsi in un progetto imprenditoriale.

La scommessa di Ambra Compute parte da una considerazione: nella nuova economia dell’AI non basta avere chip sempre più potenti. Servono infrastrutture energetiche in grado di sostenere l’enorme domanda dei sistemi di calcolo.

Il modello dei micro data-center punta quindi ad avvicinare la capacità di elaborazione alle fonti energetiche disponibili, creando un collegamento più diretto tra produzione di energia e domanda computazionale.

È un approccio che mette insieme due delle trasformazioni più rilevanti dell’economia tecnologica: la corsa all’intelligenza artificiale e la necessità di rendere sostenibile la crescita dei consumi energetici.

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