Alimentazione, Testino (Asl 3): "Cibo spazzatura e fegato grasso, ecco cosa si rischia"
di Filippo Serio
A Palazzo Ducale il terzo incontro promosso da Asl 3, Anci Liguria e Federsanità sui corretti stili di vita
Proseguono gli incontri che incoraggiano a corretti stili di vita promossi promossi dal Dipartimento Educazione a corretti stili di vita e programmi di comunità Asl3, Anci Liguria e Federsanità Anci Liguria. Il tema di oggi, affrontato nella sala Piccardo di Palazzo Ducale, si concentrava su "STILI DI VITA: ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE E DIABETE"
Abitudini alimentari - "Nella nostra regione sono parecchi i cittadini che sono in sovrappeso o in obesità, inoltre abbiamo circa 80mila donne che consumano alcol in modo rischioso e pensano che consumarlo faccia parte dell'alimentazione; infine, i nostri giovani non solo si abituano sempre prima ad alcol e fumo, ma hanno anche un'alimentazione che prevede spesso l'uso di cibi cosiddetti 'spazzatura', cioè ricchi di acidi trans che minano profondamente la loro salute già nelle prime decadi di vita" - spiega il dottor Gianni Testino, direttore del Dipartimento Asl 3 sui Corretti Stili di vita - "Tanto è vero che gli oncologi in questo periodo storico parlano di epidemia-cancro al di sotto dei 50 anni. Questo accade proprio perché si inizia a consumare cibo non idoneo, a bere alcol, a fumare sigarette e sigarette elettroniche già in giovane età, per questo abbiamo una popolazione che già a 40-50 anni comincia ad avere una o più patologie."
Non è solo un problema di fegato - Così diventa sempre più cruciale seguire un'alimentazione sana: usare pochissimo sale, consumare spesso frutta e verdura ed evitare fattori di rischio per il fegato. Continua Testino: "I comportamenti corretti sono quelli che dovrebbero preservare per un periodo più lungo possibile la salute del nostro fegato: infatti, quando il fegato diventa grasso, una piccola parte di persone avrà nel corso degli anni una malattia grave del fegato. In realtà la maggior parte svilupperà problematiche cardiovascolari e problematiche oncologiche. In sintesi, avere un fegato grasso e infiammato 24 ore su 24 porta a problemi cardiovascolari e a problemi oncologici. Ecco perché al fegato grasso non devono pensare solo gli epatologi e i gastroenterologi ma devono pensarci anche i diabetologi e i cardiologi.
Come comportarsi - "Ma qual è la terapia migliore per il nostro fegato? È lo stile di vita: il consiglio è avere un'alimentazione che prevede pochissimo sale, riduzione il più possibile della carne rossa e cercare durante la giornata di consumare frutto e verdura almeno tre volte al giorno. Possibilmente mangiare poco: meno si mangia meglio è, siamo in un mondo dove effettivamente mangiamo troppo Basta pensare che quando consumiamo un etto di patatine fritte dovremo poi camminare due ore per smaltirle"
I numeri liguri - Continua il dottor Testino: "Noi stimiamo che nella nostra regione e anche nella nostra area metropolitana genovese circa il 30% della popolazione adulta abbia già il fegato grasso e nella maggior parte dei casi queste non hanno la contezza di avere quel problema: il fegato infatti molto spesso non dà manifestazioni di malattia sino a che una gran parte del fegato non è compromessa.
Ad oggi abbiamo la fortuna di avere delle tecniche come l'elastometria, l'elastografia epatica che ci dicono esattamente qual è la condizione del fegato.
Consumo di alcol - "Quasi 10% della popolazione femminile consuma alcol in modo rischioso, e quasi il 20% considerando la popolazione maschile: va considerato che alcol e fegato grasso sono la prima causa nella nostra regione di trapianto di fegato quindi è un problema da affrontare con grande attenzione" - conclude Testino
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