Agronomi sempre più centrali per la sostenibilità e la transizione dei territori

di R.S.

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Cresce la domanda di consulenza qualificata per accompagnare le imprese nei processi di innovazione e ristrutturazione

Agronomi sempre più centrali per la sostenibilità e la transizione dei territori

Le nuove sfide ambientali, agricole ed economiche stanno ridefinendo il ruolo dei dottori agronomi e forestali, chiamati a contribuire in modo decisivo alla sostenibilità del Paese attraverso competenze sempre più specialistiche.

È quanto emerso dall’Assemblea dei presidenti degli Ordini riunita a Milano, primo passo di un percorso che punta a tradurre le esigenze dei territori in strategie nazionali, dando attuazione alla “Carta di Roma” firmata nei mesi scorsi.

Secondo il presidente del Consiglio dell’Ordine, Mauro Uniformi, la professione sta evolvendo in un attore chiave dei processi di cambiamento, capace di collegare competenze tecniche, territori e visione strategica per affrontare le trasformazioni in corso.

Due le principali direttrici individuate. Da un lato, la tutela di suolo e foreste come strumenti fondamentali contro il dissesto idrogeologico e per garantire la sicurezza alimentare, attraverso una gestione sostenibile e integrata. Dall’altro, la trasformazione dei sistemi agricoli e agroalimentari, sempre più influenzati da digitalizzazione e criteri Esg, che richiedono nuovi modelli di sviluppo e capacità decisionali.

In questo contesto cresce la domanda di consulenza qualificata per accompagnare le imprese nei processi di innovazione e ristrutturazione. Gli agronomi si confermano così figure centrali, in grado di coniugare conoscenze tecniche e lettura del territorio.

Il percorso proseguirà a giugno con un nuovo incontro a Udine, dove saranno definite le linee guida strategiche della categoria.

 

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