35° Convention mondiale delle Camere di commercio italiane all'estero, Attanasio: "India, Mercosur e Messico sono mercati da cogliere"
di Luca Pandimiglio
"Il Nord America è stato per anni una delle destinazioni preferenziali dell'export italiano. Oggi dobbiamo guardare all'America del Sud con occhi diversi"
GENOVA – Ha preso il via oggi al Palazzo della Borsa la 35ª Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all'Estero (CCIE), uno degli appuntamenti più rilevanti per la promozione internazionale del Made in Italy e per lo sviluppo delle relazioni economiche tra le imprese italiane e i mercati globali.
Fino al 15 giugno, Genova ospiterà circa 180 tra presidenti, segretari generali e funzionari delle 86 Camere di Commercio Italiane all'Estero, provenienti da 64 Paesi. Un'occasione strategica per rafforzare la rete internazionale a supporto delle imprese italiane e individuare nuove opportunità di sviluppo per l'export.
«Questo è un momento importante perché le Camere di commercio italiane all'estero sono un vettore fondamentale dell'export italiano», ha sottolineato Luigi Attanasio, presidente della Camera di Commercio di Genova. «Nel momento in cui l'Italia ambisce a superare i 600 miliardi di euro di export, riunire tutte le Camere di commercio italiane all'estero per cercare di incrementare traffici e rotte diventa un evento fondamentale».
La convention rappresenta infatti un'opportunità concreta per le imprese liguri e genovesi di confrontarsi direttamente con i rappresentanti delle CCIE e approfondire le prospettive offerte dai mercati internazionali.
Secondo Attanasio, esistono aree del mondo ancora sottovalutate dal sistema imprenditoriale italiano nonostante il loro grande potenziale. «Ci sono mercati poco considerati per la dimensione e l'importanza che hanno. Ne cito due: l'India, con cui l'Italia ha intrapreso nuove relazioni insieme all'Unione Europea, e tutto il Mercosur, quindi il Sud America. Inoltre, anche il Messico sta registrando una forte crescita».
Per cogliere queste opportunità serve però un cambio di mentalità. «Il primo problema è la pigrizia», osserva il presidente della Camera di Commercio di Genova. «Abbiamo percorsi di export ben definiti e clienti storici. Dobbiamo invece impegnarci per cercare nuovi potenziali clienti per le nostre merci. Questo significa muoversi in direzioni che fino a oggi abbiamo frequentato meno».
Un esempio è rappresentato dall'America Latina, che potrebbe diventare una destinazione sempre più strategica per le imprese italiane. «Il Nord America è stato per anni una delle destinazioni preferenziali dell'export italiano. Oggi dobbiamo guardare all'America del Sud con occhi diversi».
Le sfide dei mercati internazionali sono strettamente legate anche all'evoluzione dello scenario geopolitico globale. «Dalla pandemia all'aggressione russa dell'Ucraina, fino alle conseguenze del 7 ottobre, abbiamo assistito a cambiamenti che ci obbligano ad adattarci quasi quotidianamente. Dobbiamo essere estremamente flessibili», evidenzia Attanasio.
I lavori della Convention proseguiranno con incontri istituzionali, riunioni delle diverse aree geografiche e il rinnovo degli organi associativi. Il momento centrale sarà lunedì 15 giugno con il convegno "Nuove Rotte e nuove regole per gli scambi internazionali", seguito dagli incontri B2B tra imprese liguri e rappresentanti delle Camere italiane all'estero.
Tra gli obiettivi dell'evento, il presidente Attanasio indica soprattutto la costruzione di nuove relazioni e strategie operative. «Intanto conoscersi e poi definire delle linee di azione per la penetrazione in quei mercati dove stiamo facendo ancora troppo poco».
Per Genova, città storicamente vocata ai commerci internazionali, la Convention rappresenta così non solo una vetrina internazionale, ma anche un'opportunità concreta per rafforzare il ruolo del territorio nelle nuove geografie del commercio globale.
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