Violenza familiare: la Polizia Locale sensibilizza le scuole

di Claudio Baffico

Il Nucleo fasce deboli della Polizia Locale fa squadra sul territorio con l’obiettivo di diffondere la cultura e le azioni a contrasto e per la prevenzione della violenza di genere, domestica e tra pari. Con un protocollo di intesa approvato questa mattina dalla giunta comunale, Comune di Genova, Polizia Locale-Nucleo fasce deboli (cosiddetto “Codici rossi”) e Centri Antiviolenza (Mascherona, Per non subire violenza e Casa Pandora Margherita Ferro) avviano una concreta collaborazione per progetti comuni e interventi congiunti di prevenzione e sensibilizzazione presso gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado del territorio comunale.


«La violenza di genere e quella domestica sono purtroppo una realtà che conosciamo bene e che, allo stesso tempo, rischiano di rimanere sommerse – spiega l’assessora alla Sicurezza Urbana, Arianna Viscogliosi – Lo leggiamo ogni giorno sulle pagine della cronaca e ne abbiamo la conferma dai numerosi e sempre più frequenti interventi a cui è chiamato il nostro Nucleo fasce deboli della Polizia Locale. Per questo, insieme ai Centri Antiviolenza che quotidianamente sono al fianco delle donne e alle scuole, abbiamo pensato fosse opportuno intraprendere un percorso insieme ai ragazzi e alle ragazze non solo per prevenire episodi di violenza, ma anche e soprattutto per fornire ai giovani degli strumenti che consentano loro di riconoscere la violenza e di agire. I principali obiettivi, che vogliamo raggiungere grazie alla preziosa collaborazione di tutti gli attori impegnati quotidianamente sul campo, sono il supporto a ragazze e ragazzi nel maturare consapevolezza sulla complessità del fenomeno della violenza di genere, informare i giovani anche sulla tutela legale per le vittime di violenza e di supporto, incentivare l’emersione precoce di situazioni di disagio e rischio, partendo dal riconoscimento dei primi segnali e indicatori».


Il progetto coinvolgerà gli istituti secondari di secondo grado, con almeno dieci iniziative l’anno, articolate su due ambiti: il primo si concentrerà sull’area psicologica, sarà gestito dai Centri Antiviolenza, e punterà sull’educazione alle relazioni sane e al consenso, al riconoscimento delle dinamiche di controllo e violenza, all’impatto psicologico della violenza, agli strumenti per chiedere aiuto e al contrasto agli stereotipi di genere. Il secondo, più tecnico e legale, sarà gestito dal Nucleo fasce deboli della Polizia Locale, e farà educazione spiegando il significato dei reati legati alla violenza (maltrattamenti, stalking, violenza sessuale, violenza psicologica e diffusione illecita di immagini intime). Gli agenti del Nucleo “Codici rossi” spiegheranno anche le conseguenze giuridiche dei reati e quali sono le modalità di denuncia e di tutela delle vittime.


«Il coinvolgimento del Centro Antiviolenza Mascherona rappresenta un elemento fondamentale all’interno del progetto, perché rafforza il valore della rete territoriale nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere – sottolinea Manuela Caccione del Centro Antiviolenza Mascherona – La collaborazione con il Nucleo fasce deboli della Polizia Locale impegnata nella tutela delle donne vittime di violenza nasce dalla consapevolezza che la protezione e il supporto efficaci passano attraverso un lavoro condiviso, continuativo e multidisciplinare. Come già sperimentato positivamente nelle attività realizzate con il Comune nelle scuole dell’infanzia, la formazione e la sensibilizzazione rappresentano strumenti essenziali per promuovere una cultura del rispetto, dell’ascolto e della parità fin dai primi contesti educativi».



Inoltre, il protocollo prevede una rigida gestione per quanto riguarda il trattamento dei dati personali degli studenti. Tutte le attività si svolgeranno in forma anonima: se durante gli incontri emergessero ipotesi di reato perseguibili d’ufficio, resteranno validi gli obblighi di legge della Polizia Giudiziaria, mentre eventuali situazioni di disagio saranno indirizzate ai servizi competenti senza raccolta strutturata di informazioni.


Il protocollo avrà durata di tre anni e sarà rinnovabile. Non comporterà costi diretti per il Comune di Genova e il coordinamento operativo viene affidato al Nucleo fasce deboli.

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