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Vaccini, Bassetti: "Obbligo per gli studenti? Si può valutarlo"

di Marco Innocenti

"Finiamola di fare tamponi ai vaccinati asintomatici: è demenziale e serve solo a diffondere ulteriore sfiducia nei vaccini fra la popolazione"

Vaccini, Bassetti: "Obbligo per gli studenti? Si può valutarlo"

"Finiamola di fare tamponi ai vaccinati asintomatici: è demenziale". Così Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova intervistato dall'agenzia Adnkronos. "Sinceramente è un esercizio senza senso, continuiamo a fare una quantità enorme di tamponi ai vaccinati invece dovremo lasciare la possibilità di fare tamponi solo a chi ha dei sintomi, per fare poi la diagnosi differenziale. Fare tamponi ai vaccinati come stiamo facendo adesso, a mani basse, non so sinceramente a cosa porti se non a dare notizie negative alla popolazione su quella che è l'efficacia dei vaccini. Vaccini che nascono per prevenire la malattia grave, i ricoveri in ospedale e la terapia intensiva - ricorda Bassetti - Questo è lo scopo per cui li abbiamo fatti".

Ieri è anche stato il primo giorno di vaccinazione aperta nella fascia d'età 12-18 anni, senza prenotazione. L'obiettivo sarebbe quello di immunizzare tutti gli under 18 prima dell'inizio della scuola ma, secondo Bassetti, "Non ce la faremo mai entro quella data. Abbiamo una marea di regioni che lo avevano già fatto, adesso si fa anche a livello nazionale. Possiamo provare a fare il massimo possibile, ma ci sono regioni molto indietro e altre più avanti. Secondo me, la vaccinazione dei ragazzi rispecchia quello che è avvenuto nelle persone più avanti con gli anni: le regioni che hanno vaccinato meno gli over 50, che poi sono i genitori dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni, sono le stesse che vaccinano di meno anche i ragazzi. Purtroppo c'è un problema culturale: se non si vaccina il genitore finisce per non vaccinarsi il ragazzo e questa è una situazione molto preoccupante e molto brutta, perché secondo me ci sarebbero dei ragazzi che vorrebbero vaccinarsi e trovano genitori culturalmente negativi o contrari al vaccino e questo sicuramente non aiuta".

"Nel momento in cui dovesse esserci una resistenza forte da parte dei genitori - conclude Bassetti - è evidente che il passaggio successivo dovrebbe essere quello che si è fatto già per la vaccinazione della scuola primaria con i 10 vaccini resi obbligatori. Se questo mese di campagna vaccinale per i ragazzi non dovesse portare risultati, la politica si deve interrogare se sia il caso di mettere l'obbligo almeno per chi frequenta le scuole. Perché la scuola è una comunità chiusa che deve essere sicura, altrimenti diventa volano per contagi anche per gli anziani".